Medicina

Rimedi omeopatici. Grande confusione sotto il cielo

ADUC: «Occhio al farmacista»

ROMA - Grande confusione sotto il cielo dell'omeopatia o meglio dei rimedi omeopatici. Manca una legge e, quindi, ognuno fa per sé. Spesso i pazienti omeopatici, quando escono dalla farmacia, richiamano il proprio medico per avere una conferma che quello che hanno acquistato corrisponda alla prescrizione avuta.

Un rimedio omeopatico prescritto non sempre corrisponde a quello che si riceve dal farmacista, non tanto per distrazione quanto per la grande confusione che regna per la mancanza di una legge sui rimedi omeopatici.

Cerchiamo di far chiarezza distinguendo tra:
* Rimedi omeopatici: sono quelli puri, unitari, sperimentati sull'uomo sano, diluiti e dinamizzati;
* Prodotti omeopatici eterogenei, composé, creme e colliri che hanno caratteristiche fitoterapiche, venduti per rimedi omeopatici senza esserlo.

Un esempio serve a chiarire. Il medico omeopata prescrive un collirio contenente Euphrasia Officinalis, come rinfrescante e antinfiammatorio, ma il paziente riceve un collirio che, oltre a contenere Euphrasia Officinalis, contiene anche Chamomilla (camomilla). Il paziente può, però, essere allergico alle composite (es. Chamomilla), che è evenienza piuttosto frequente per cui, dopo aver usato il collirio ha delle complicazioni perché è allergico proprio alla Chamomilla. Una cosa è Euphrasia Officinalis e un'altra Euphrasia Officinalis più Chamomilla!

Insomma occorre far chiarezza sul variegato mondo che va sotto il nome di omeopatia. Occhio quindi a cosa ci da' il farmacista, leggere attentamente le etichette e pretendere solo quanto richiesto.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc