26 febbraio 2017
Aggiornato 01:30
Paolo Subioli, zen in the city

Imparare a fermarsi: la chiave della felicità

Felicità, serenità, da sempre inseguite in realtà sono da sempre qui con noi, basta afferrarle. Paolo Subioli ha pubblicato un libro in cui ci spiega come trovare la felicità attraverso il ritrovare se stessi, con «maestri» insoliti come… un semaforo

ROMA – C’è un uomo a cavallo e l’animale galoppa molto velocemente, a prima vista pare che l’uomo abbia una destinazione davvero molto importante. Un tale se ne interessa: «Dove stai andando?». Il cavaliere risponde: «Non lo so. Chiedilo al cavallo». Con questa storiella zen viene introdotto un interessante libro di Paolo Subioli: «Zen in the City» – l’arte di fermarsi in un mondo che corre. La chiave della felicità (Edizioni Mediterranee).

PRIMA DI TUTTO LO SMARTPHONE, POI NOI STESSI – Subioli mette in un luce una delle più importanti malattie moderne: perdere completamente il contatto con le nostre emozioni, con i nostri sentimenti. E tutto ciò perché? Ma semplicemente perché è il mondo a chiederci di correre, di distrarci in ogni momento libero con uno smartphone, con le abitudini quotidiane, con il «giocattolino» del momento. Quale rimedio, dunque, per fermare questa folle corsa senza alcuna meta? Senza atteggiarsi a mistici, basta meditare.

SE NON HAI IL TEMPO, È IL TEMPO A TROVARE TE – La meditazione è allettante per molte persone, peccato che la maggior parte dica di non poterla praticare per una questione di tempo. Ed è proprio qui che è fondamentale avere con sé il libro di Paolo Subioli. L’autore insegna a «meditare» qualsiasi cosa si stia facendo in quel momento. Stai leggendo questo articolo? Ebbene comincia subito a provare il metodo: appena hai terminato la lettura, fai tre respiri e «ascolta» la posizione del tuo corpo nel tempo e nello spazio. Sei qui e ora.

MENTRE VAI IN UFFICIO, PREGA CHE TUTTI I SEMAFORI SIANO ROSSI – Forse prima non ti sarebbe mai venuto in mente, ma dopo aver letto il libro di Subioli saprai che il semaforo è «un grande maestro zen». Ci sono molte cose che si possono fare davanti a un semaforo. Per esempio: inspirando calmi il corpo, espirando rilassi collo e spalle. Oppure inspirando puoi ritrovare la calma ed espirando puoi sorridere. Altro importante insegnamento del maestro zen «semaforo» è quello di contrastare "Dukka", l’insoddisfazione. Per imparare a non essere sempre insoddisfatti, è sufficiente accettare che nella vita ci sono che ci piacciono e altre meno. Quindi si può restare tranquilli al semaforo senza contare i secondi che mancano al verde, in estrema tranquillità interiore.

AL PARCO O IN METROPOLITANA, I MAESTRI ZEN SONO OVUNQUE – Leggere il libro di Subioli è come veder apparire un nuovo mondo. Si riesce a uscire dai meccanismi automatici per comprendere che ogni nostro secondo è prezioso per ritrovare noi stessi. Nel volume sono descritti oltre 70 esercizi di meditazione guidata da poter fare ovunque, in posti che non avresti mai immaginato. Oltre ad alcune asana al parco, si possono fare meditazioni nei mezzi pubblici, in piscina, mentre si usa computer o smartphone, quando si è in bagno e persino in carcere o al cimitero. In tutte quelle situazioni in cui generalmente ci si annoia, ci si agita, ci si «stressa», Subioli permette di staccare la spina e ritrovare ciò che di più prezioso abbiamo al mondo: noi stessi.