23 marzo 2017
Aggiornato 19:00
Timori per l'esperimento cinese

Primi embrioni umani modificati

Un passo avanti verso la chirurgia genica o un salto nel buio, la violazione dell’ultimo limite etico. I commenti a caldo sono discordi ed è certo che l’exploit del gruppo cinese guidato da Junjiu Huang farà discutere a lungo.

PECHINO (askanews) - Un team di scienziati cinesi è riuscito per la prima volta a modificare il Dna umano in un embrione utilizzando la tecnica dell'editing genetico, in un esperimento che rischia di provocare molti dubbi dal punto di vista etico. Lo scrivono il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post (Scmp) e il MIT Technology Review.

La squadra guidata da Huang Junjiu, professore associato di biologia della Sun Yat-sen University di Guangzhou ha usato una tecnologia d'avanguardia per correggere un gene responsabile della beta-talassemia, una malattia del sangue molto diffusa in Cina meridionale e in Italia, conosciuta anche come anemia mediterranea.

Il team ha effettuato l'editing genetico su 86 embrioni e avuto successo in 28 casi, circa il 30 per cento degli embrioni su cui ha effettuato l'esperimento. La tecnologia di editing utilizzata si chiama CRISPR e spesso non è riuscita a colpire il gene interessato. Talvolta il gene modificato presentava mutazioni dopo il trattamento. Secondo il MIT Technology Review, il metodo si è dimostrato "ancora molto poco accurato, confermando i dubbi scientifici sul fatto che a correzione del gene possa essere pratica negli embrioni umani e sul fatto che persone prodotte da ingegneria genetica possano nascere a breve".

Proprio questo alta sensibilità della materia trattata, ha provocato discussioni nella comunità scientifica, spiega il Scmp. Lo studio del team cinese è stato prima sottoposto ai prestigiosi giornali Nature e Science, ma questi si sono rifiutati di pubblicarlo per motivi etici. Così hanno deviato su Protein&Cell, una rivista di più basso profilo.

«Dobbiamo fermare questa ricerca e assicurarci che ci sia stata un'ampia e fondata discussione su quale direzione dobbiamo prendere» ha commentato il biologo britannico Edward Lanphier a Nature.

I 16 ricercatori, per il loro studio, hanno utilizzato embrioni problematici gettati dagli ospedali, o ovuli fecondati da sperma multiplo, che erano stati usati da scienziati nei laboratori di tutto il mondo per decenni perché mai avrebbero portato a nascite. Secondo Zhao Shimin, biologo dell'Università Fudan di Shanghai, proprio per questo motivo lo studio non presenterebbe problemi etici. "Hanno fatto solo esperimento su embrioni non utilizzabili. La ricerca è lontana dall'applicazione clinica o dall'uso commerciale. L'uso di DNA umano è ora inevitabile, la tecnologia è stata usata sulle piante, sugli animali e il prossimo passo sarà umano", ha affermato ancora lo scienziato.

Zhao, tuttavia, non si nasconde che l'editing genetico presenti dei rischi. «Cambiare una sequenza potrebbe portare a problemi inattesi che potrebbero passare di generazione in generazione, innescando difetti o malattie» spiega lo scienziato al Scmp. «Anche se questi studi vanno permessi - ha aggiunto - devono essere strettamente tenuti dentro i laboratori, Un uso massiccio e incontrollato dell'editing del DNA potrebbe portare all'estinzione della razza umana».

Il rischio è proprio quello che, alla fine, queste ricerche portino al tentativo di «progettare il bambino perfetto», come ha evidenziato a marzo in un allarmato articolo la stessa rivista del Massachusetts Institute of Technology.

Sempre a marzo, alcune un gruppo industriale che opera nella genetica ha chiesto una completa moratoria degli esperimenti di questo tipo che vengono effettuati in Cina, dove è maggiore la libertà per i ricercatori di utilizzare gli embrioni, affermando che, di questo passo, si rischia di aprire le porte all'eugenetica. Su Science un gruppo di scienziati, tra i quali due premi Nobel, hanno chiesto un summit nel quale vengano definiti i limiti di questo tipo di ricerche.