19 febbraio 2017
Aggiornato 21:30
Elisir di giovinezza

La fonte di giovinezza? E’ nel tuo Dna

I pluricentenari potrebbero essere geneticamente diversi dalle persone «normali». Ma sulla durata della vita influisce anche lo stile di vita e i fattori ambientali.

STANFORD – Finalmente è stata trovata la vera fonte di giovinezza ma, purtroppo per noi, non è ancora un luogo cui tutti possono accedere. L’elisir di lunga vita, infatti, si trova dentro di noi e nella fattispecie nel nostro Dna.

Non uno, ma cinque geni
La fonte di eterna giovinezza è racchiusa in 5 geni, non in uno come si riteneva da tempo. Alcuni senz’altro si ricorderanno del gene Apoe, che è presente solo nei pluricentenari e la sua mancanza è correlata con la malattia di Alzheimer. A trovarli sono stati alcuni ricercatori dell’Università della California a Stanford che, in collaborazione con l’Università di Bologna, sono riusciti a utilizzare una tecnica innovativa la gestione dei dati.

L’eterno confronto
Fino a poco tempo fa erano stati confrontati i dati genetici provenienti da persone «normali» e persone pluricentenarie. I ricercatori dell’Università di Bologna, invece, hanno voluto confrontarli con quelli dei soggetti che non si ammalano così di frequente come gli altri. Per fare tutto ciò è stato necessario confrontare tantissime informazioni provenienti da molte persone e malattie differenti. La nuova tecnica messa a punto dagli scienziati ha permesso una gestione di enormi quantità di dati, denominati Big Data.

Persone che non si ammalano
Secondo la ricerca pubblicata su Plos Genetics, le persone che vivono a lungo devono avere anche un’altra caratteristica importante: non ammalarsi. «I centenari hanno una genetica favorevole, su questo non c’è più dubbio. Siamo partiti dalla banale constatazione che per vivere molto a lungo è necessario non aver sviluppato gravi malattie tipiche dell’invecchiamento. Partendo da questo, abbiamo pensato di confrontare il genoma dei centenari non tanto con le persone sane, come si è fatto finora, bensì con le persone che hanno invece sviluppato le malattie», spiega Claudio Franceschi dell’Università di Bologna.

Un’impronta unica
Dai risultati allo studio è emerso che i centenari hanno un’impronta unica che li rende anche immuni da innumerevoli malattie. Tuttavia, i fattori genetici di rischio compaiono anche in queste persone che, probabilmente, sono protette anche da uno stile di vita più sano.

Non è un’assicurazione a vita
«Avere le caratteristiche giuste offre un vantaggio, ma di certo non assicura di arrivare a 100 anni, così come non averle non vuol dire che si morirà prima. Bisogna capire infatti che le interazioni tra genetica e ambiente sono complesse e sono molti i fattori in ballo», concludono gli scienziati.