23 marzo 2017
Aggiornato 19:00
Sessualità

Sesso: se la «prima volta» arriva presto o tardi può dipendere dai propri geni

La cosiddetta prima volta dei rapporti sessuali può arrivare prima o dopo nella vita di una persona. Ma a quanto pare non dipende se si hanno più o meno occasioni, ma dai geni del proprio Dna che inducono a provare subito o attendere

L'età della pubertà e del primo rapporto sessuale potrebbe dipendere dai geni (© Jacob Lund | shutterstock.com)

CAMBRIDGE – Per molti la ‘prima volta’ è importante, specie per le donne. C’è chi attende di aver trovato l’amore della propria vita e chi il matrimonio. Ma c’è anche chi si butta a capofitto alla prima occasione buona. Cosa contraddistingue i diversi comportamenti? L’ardire, la curiosità, la voglia, la prudenza o che altro? Secondo i ricercatori dell’Università di Cambridge (Uk) è qualcosa di più concreto: il Dna.

Vairano i geni, cambia la prima volta
Dietro alla precocità nei rapporti sessuali o alla tardività vi sarebbero dunque i geni. E proprio sulle varianti genetiche associate con l’età del primo rapporto sessuale si sono focalizzati gli scienziati britannici guidati dai dottori Ken Ong e John Perry. I risultati dello studio, pubblicati sulla versione online di Nature Genetics, evidenziano come vi sia una correlazione con l’età dell’insorgenza della pubertà con quella del primo rapporto sessuale. Oltre a ciò, questi due aspetti hanno un impatto sulla sfera sociale e sanitaria della persona.

Sempre più precoci
Che siano gli ormoni assunti attraverso il cibo, che sia la società stessa e gli stimoli sempre più intensi, fatto sta che l’età della pubertà è scesa a picco negli ultimi 100 anni. Si è passati dai 18 anni di fine Ottocento agli 11-12 anni di oggi. Per quanto riguarda la ‘prima volta’ invece le cose non sono così scontate: la media (specie per le donne) infatti è di 17-19 anni. Tuttavia, secondo i ricercatori, pubertà e primo rapporto sessuale sono geneticamente legati.

Come ci sarebbero arrivati
Gli autori dello studio hanno analizzato e poi confrontato il genoma di oltre 125mila soggetti, di cui 59.357 uomini e 66.310 donne di età compresa tra i 40 e i 69 anni. I dati raccolti hanno permesso di identificare 38 varianti associate all’età della prima volta. In un secondo momento, i ricercatori hanno aggiunto l’analisi di 241.910 uomini e donne islandesi e 20.187 donne sane americane ma di discendenza europea, e un’età superiore ai 49 anni. I risultati finali hanno mostrato che l’età della ‘prima volta’ e quella del primo parto sono contraddistinte da una «moderata» componente genetica. Tutte e due, poi, sono geneticamente collegate con i tempi della pubertà, anche se in modo indipendente.

Associate ai rischi
I ricercatori hanno anche scoperto che alcune varianti nei geni, che sono state associate all’età del primo rapporto sessuale, erano localizzate accanto ai geni che sono stati in precedenza collegati a un temperamento collerico, alla propensione ad assumere dei rischi e al numero di figli. Nonostante ciò, non è stata trovata una correlazione causa/effetto e non si sa se proprio queste varianti abbiano un’influenza sull’età dello sviluppo, dei tempi del primo rapporto sessuale e della prima genitorialità.