Salute: Pericolo triclosan

FDA: stop ai saponi antibatterici: sono pericolosi. Ma l’Italia è ancora indietro

I saponi antibatterici potrebbero provocare seri rischi per la salute a causa del triclosan e altri 18 composti non verificati. Arriva il blocco da parte dell’FDA americana, ma l’Italia ancora ne permette la vendita

I saponi antibatterici sono pericolosi (© Marina Lohrbach | Shutterstock)

I saponi antibatterici sono pericolosi (© Marina Lohrbach | Shutterstock)

Nuovo divieto firmato FDA. Arriva il blocco della vendita dei saponi antibatterici. Sono nocivi per la salute e contengono quasi 20 sostanze incriminate. L’Agenzia Statunitense ritiene sia più efficace e proficuo lavarsi le mani semplicemente con acqua e sapone. Ecco cosa cambia negli USA

STATI UNITI – I saponi antibatterici sono stati ideati allo scopo di eliminare eventuali batteri patogeni dalle mani o nel resto del corpo. Ma come sempre avviene, quando i prodotti sono ‘forzatamente’ utili, qualcosa di poco salutare all’interno vi è sempre. Questi, infatti, conterrebbero triclosan e altre 18 sostanze di cui non è mai stata accertata la sicurezza. Uccidono i batteri – forse – ma di sicuro fanno la stessa cosa anche con l’uomo, giorno per giorno.


Meglio acqua e sapone
Secondo l’FDA, non solo le sostanze in essi contenute potrebbero essere fortemente nocive per la salute, ma non vi è alcuna ragione di credere che in termini di efficacia siano migliori del solo utilizzo di acqua e sapone. «I consumatori possono essere indotti a pensare che i lavaggi con saponi antibatterici siano più efficaci nel prevenire la diffusione di germi, ma non ci sono prove scientifiche che siano migliori dei semplici acqua e sapone». Tra i 19 componenti incriminati, quelli che già da tempo sul banco degli imputati sono il triclosano (o triclosan) e il triclocarban.

Il divieto non riguarda i disinfettanti per le mani
In tutta questa storia una precisione è doverosa: l’FDA non sta parlando dei classici disinfettanti per le mani o delle apposite salviette. Si riferisce per lo più ai saponi antibatterici (anche per le mani) di cui si fa largo utilizzo soprattutto nelle strutture sanitarie. Non vi è, tra l’altro, alcuna conferma sulla loro efficacia, tuttavia «alcuni dati suggeriscono che le sostanze antibatteriche possano fare più male che bene a lungo termine», spiega Janet Woodcock, dell’Fda.

Possono provocare resistenza batterica
L’approfondimento in merito alla loro nocività è nata dal fatto che alcuni studi, presentati negli ultimi anni, puntavano il dito sui possibili danni per la salute umana. Uno di questi è la tanto temibile resistenza batterica, nonché disturbi ormonali. Insomma, a quanto pare, il rapporto rischio beneficio non è bene equilibrato quando si parla di tali prodotti. L’FDA ribadisce: meglio i saponi tradizionali.

La pericolosità del triclosano
Il triclosano – noto anche con il nome di triclosan – è un ingrediente che spesso troviamo nei saponi o altri prodotti per l’igiene. Si tratta di un componente antibatterico imputato di aver causato gravi danni alla salute umana. Tra questi vi sono anche tumori, danni epatici e fibrosi. Lo hanno asserito recentemente alcuni scienziati dell’Università della California che hanno pubblicato uno studio su PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences [1]. Secondo il chimico Robert Tukey, i seri danni che il composto può portare se adoperato a lungo termine, superano di gran lunga le sue virtù antibatteriche. Bastano 18 anni di utilizzo di saponi contenenti triclosan per essere esposti al rischio di sviluppare tumori. Questo avverrebbe perché la sostanza interferisce con il recettore dell’androstano che modifica le sostanze chimiche che provengono dall’esterno del corpo. Se tale proteina si danneggia, le cellule epatiche cominciano a proliferare in maniera indiscriminata.

Pericolo anche per i neonati
Il rischio del triclosano si estende anche ai neonati. Infatti la sostanza si può rilevare sia nelle urine che nel latte materno. Attenzione, quindi, a utilizzare prodotti per l’igiene - anche dentifrici e deodoranti - che contengono tale composto. Benché vi sia un limite di sicurezza che si aggira intorno allo 0,3% è bene sempre leggere con attenzione l’etichetta. Si trova con il nome di triclosan. Purtroppo, a oggi, l’uso è ancora consentito ai produttori, di conseguenza oltre il 90% dei prodotti di uso comune contengono triclosan.

[1] Proc Natl Acad Sci U S A. 2014 Dec 2;111(48):17200-5. doi: 10.1073/pnas.1419119111. Epub 2014 Nov 17. The commonly used antimicrobial additive triclosan is a liver tumor promoter.  Yueh MF1, Taniguchi K2, Chen S1, Evans RM3, Hammock BD4, Karin M2, Tukey RH5.