23 marzo 2017
Aggiornato 19:00
Genetica

Nasce il primo bambino con il Dna di tre genitori e sta bene

E’ nato un bambino per mezzo di un controverso metodo che unisce il Dna di 3 diverse persone. Questa tecnica, vietata in Europa, ha lo scopo di aiutare le coppie che portano rare mutazioni genetiche a far nascere un bambino sano

Neonato nasce con il Dna di tre persone (© Zurijeta | Shutterstock.com)

MESSICO – Il piccolo, nato con il Dna di tre ‘genitori’ ha già 5 mesi e sta bene. È il primo bambino è il primo al mondo a essere nato per mezzo di una controversa tecnica che unisce il Dna di 3 persone diverse: in questo caso, due donne e un uomo. Ne dà notizia la rivista New Scientist, in cui riporta il caso e la descrizione della tecnica, progettata per aiutare le coppie che portano rare mutazioni genetiche ad avere figli sani. Il metodo, attualmente, è legale soltanto nel Regno Unito.

Una sindrome letale
La coppia che voleva far nascere il proprio figlio con una speranza di vita sana si era rivolta al dottor John Zhang del New Hope Fertility Center, a New York City. Poiché la tecnica dell’unione del Dna è vietata negli Usa, il medico ha dirottato la coppia in Messico affinché si potesse procedere. Secondo quanto riportato, la coppia di origini giordane, si era rivolta al dottor Zhang perché la donna era portatrice dei geni della Sindrome di Leigh, una condizione letale che interessa il sistema nervoso. Il problema era dunque il potenziale trasferimento del Dna mitocondriale da madre a figlio: che avrebbe fatto sviluppare la malattia al nascituro. La donna, portatrice sana, aveva tuttavia già partorito due figli che sono infatti morti a causa di questa sindrome.

Come funziona
La tecnica di unione del Dna, studiata dal dottor Zhang è detta ’’Spindle Nuclear Transfer’’, o metodo ‘three-parent’ (dei tre genitori). Il metodo consiste nel rimuovere il nucleo da una delle uova della madre e inserirlo in un uovo di una donatrice a cui è stato preventivamente rimosso il suo nucleo. L’uovo della donatrice ora contiene il Dna della madre unito al suo Dna mitocondriale (sano). Questo ‘nuovo’ uovo è poi stato fecondato con lo sperma del padre. La tecnica, si legge nel rapporto, è basata su 5 embrioni, di cui tuttavia uno solo di questi matura in modo normale. Questo embrione è poi quello che è stato impiantato nella madre, la quale ha poi portato avanti la gravidanza in modo regolare.

Sano
Il bambino è nato dunque sano. Le analisi condotte dopo la nascita hanno rivelato che il piccolo (fatto nascere maschio per evitare problemi) che meno dell’1% dei mitocondri portano la mutazione per la Sindrome di Leigh: una percentuale decisamente inferiore alla soglia del 18%, che gli scienziati ritengono necessaria per sviluppare la sindrome.

Vietata ma…
Il dottor Zhang ha dichiarato al New Scientist, che la scelta del Messico è stata un obbligo, e che questo percorso per il concepimento è stata la scelta giusta per questa coppia, perché «salvare vite è una cosa etica da fare». Ecco pertanto un caso in cui ‘contravvenire’ alla regola potrebbe essere un’eccezione a fin di bene. Tuttavia, un esperto di fertilità all’Università di Maastricht nei Paesi Bassi, dottor Bert Smeets, ha commentato che sebbene la nascita di questo bambino è una «notizia eccitante», il bambino stesso dovrà essere seguito in futuro per potersi assicurare che il Dna ‘difettoso’ non si moltiplichi e poi causi problemi nel lungo periodo. Il ricercatore statunitense presenterà la procedura utilizzata al Convegno annuale dell’American Society for Reproductive Medicine che si terrà ad ottobre a Salt Lake City.