Effetti collaterali dei farmaci

Bambino morto a causa di eccesso di paracetamolo

In Francia un bambino muore per eccesso di paracetamolo. Ecco tutto ciò che si dovrebbe sapere prima di assumere farmaci antifebbrili

Effetti collaterali del paracetomolo (© Didesign021 | Shutterstock)

Effetti collaterali del paracetomolo (© Didesign021 | Shutterstock)

E’ uno dei farmaci più comunemente utilizzati sia in ambito pediatrico che non. Si ritiene che sia una medicina molto sicura anche per i bambini. Ma è pur sempre un farmaco e il uso utilizzo non è affatto uno scherzo. Dosi eccessive possono provocare gravi danni, come è accaduto a un bambino francese.

Un bambino morto a causa di una dose eccessiva di paracetamolo
Un medico francese prescrive per il bambino di cinque mesi una dose eccessiva di paracetamolo. In seguito alla somministrazione il bambino accusa sintomi respiratori e i genitori chiamano l’ambulanza. Il bambino, del peso di 6 chili, muore circa un mese di ricovero ospedaliero. Il fatto è accaduto nel maggio del 2015, ma se ne ha notizia solo oggi. A tal proposito, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Farmaco, ricorda l’importanza di una corretta prescrizione dei farmaci di uso comune. Il medico è stato recentemente condannato dal College of Physicians.

È davvero colpa del medico?
Il motivo per cui la condanna ha tardato ad arrivare è perché il medico avrebbe fatto solo riferimento al peso del bambino, indicando comunque una dose abbastanza abbondante: due cucchiai. Ma si difende perché afferma di non essere stato a conoscenza del fatto che il bambino era nato prematuro. È stata tutta colpa del farmaco? Secondo la commissione medica sì. Tuttavia va sottolineato che il giorno prima il bimbo era stato vaccinato. Il medico, a ogni modo, ha ottenuto solo una sospensione di 6 mesi che entrerà in vigore a gennaio 2017.

Danni epatici
Non c’è motivo di ritenere il paracetamolo un principio attivo completamente sicuro e privo di effetti collaterali, benché sia presente in molti farmaci da banco (OTC). Va ricordato, infatti, che tale ingrediente – ad alte dosi – viene somministrato su modello animale nella ricerca scientifica allo scopo di indurre danni epatici di una certa entità.

È sempre necessario il paracetamolo?
Prima di tutto è bene sapere che non è indispensabile utilizzare farmaci a base di paracetamolo quando un bambino – o un adulto – ha la febbre. Esso, infatti, agisce solo sui sintomi alleviando stanchezza e mal di testa e in nessun modo sulla causa del rialzo termico. Quindi se il bambino non si lamenta più di tanto, fino a 38,5 gradi Centigradi non c’è motivo di usare tale medicina. Spesso viene adoperata da chi ha un figlio che presenta convulsioni febbrili, ma è bene sottolineare che tali manifestazioni si presentano nella prima fase di rialzo della febbre e non dopo. In tale momento è quasi impossibile che il farmaco riesca ad agire in tempi così rapidi. Un’altra credenza comune è quella di pensare che la febbre elevata possa causare la meningite. Questo è praticamente impossibile: la meningite può essere provocata da diversi tipi di batteri (pneumococco, meningococco) e non da un rialzo elevato della temperatura corporea.

Errori di dosaggio
Il problema del paracetamolo spesso risiede negli errori di dosaggio. Tra il marzo del 2013 e il dicembre del 2015 la Drug Agency National Health (ANSM) ha registrato ben 163 casi confermati di sovradosaggio. L’HAS, l’altra autorità per la salute, ha quindi stilato delle importanti regole da adottare in caso di febbre del bambino. Eccone alcune per il riconoscimento del giusto dosaggio:

La dose raccomandata di paracetamolo è basata sul peso:
 ≤ 10 kg: 30 mg / kg / giorno
> 10 kg: 60 mg / kg / giorno.
La dose giornaliera è generalmente divisa in 4 dosi ogni 24 ore, con un periodo minimo di quattro ore tra una somministrazione e l’altra. In caso di sovradosaggio, si può richiedere al proprio medico curante di verificare degli enzimi epatici.

Attenzione ai sintomi che possono destare allarme
VI sono alcuni sintomi che richiedono l’intervento immediato del proprio medico curante o del pronto soccorso. Ecco quali sono:

  • difficoltà respiratorie
  • stato di coscienza compromessa
  • rigidità del collo

D’altro canto sarebbe auspicabile non far assumere mai l’aspirina come alternativa al paracetamolo, specie nei bambini al di sotto dell’età adolescenziale. Si rischia una malattia rara e fatale denominata Sindrome di Reye.

Gli effetti collaterali tipici del paracetamolo
Già alcuni anni fa l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), aveva riportato alcuni dati secondo cui il paracetamolo compare al 16° posto, con 159 segnalazioni di reazioni averse. Tra questi vi sono:

  • Danni ematici: trombocitopenia, pancitopenia, leucopenia, neutropenia, agranulocitosi, coagulazione intravascolare disseminata (CID).
  • Danni epatici: epatiti tossiche ed epatiti fulminanti verificatosi anche in bambini di due anni con 4 giorni di trattamento
  • Dermatologici: rash cutanei, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, pustolosi esantematosa generalizzata.
  • Altri sintomi: ipotensione, angioedema, necrosi papillare renale, rabdomiolisi.