Salute

Crolli improvvisi della pressione sanguigna associati con la demenza e l’Alzheimer

Si è in piedi e si abbassa di colpo la pressione del sangue. Si può provare una sensazione di capogiro, o mancamento, ma quello che più preoccupa è che l’ipotensione ortostatica è stata collegata alla demenza e all’Alzheimer

Calo improvviso della pressione, si rischia la demenza (© 9nong | Shutterstock.com)

Calo improvviso della pressione, si rischia la demenza (© 9nong | Shutterstock.com)

PAESI BASSI – Può capitare, si è in piedi e all’improvviso ci si senta mancare, si prova un capogiro. È la pressione arteriosa che crolla improvvisamente. Questa condizione è chiamata ipotensione ortostatica ed è stata collegata da un nuovo studio al rischio di demenza e malattia di Alzheimer.

Arriva all’improvviso
Come accennato, l’ipotensione ortostatica può arrivare all’improvviso. La condizione provoca una ipoperfusione cerebrale transitoria, o una riduzione del flusso di sangue al cervello. I sintomi principali sono una sensazione di vertigine, stordimento e altri similari. Di solito accade quando si è in posizione eretta. Se ripetuta, gli esperti ritengono possa causare una disfunzione cerebrale, tanto più evidente quanto più la persona è avanti con gli anni.

L’aumento del rischio demenza
Per valutare l’impatto dell’ipotensione ortostatica sul cervello, Arfan Ikram, Frank Wolters e colleghi dell’Erasmus Medical center, in Olanda, hanno analizzato i dati provenienti dal Rotterdam Study, che ha coinvolto 6.204 persone, ed è durato 24 anni. I partecipanti avevano un’età media di 68,5 anni e sono stati classificati con ipotensione ortostatica coloro che avevano presentato un calo di oltre 20 mmHg della loro pressione sanguigna sistolica o 10 mmHg della pressione diastolica, dopo che erano stati 3 minuti in piedi passando da una posizione di riposo. L’analisi dei dati ha rivelato che l’ipotensione ortostatica provoca aumento del 15% del rischio a lungo termine che una persona sviluppi demenza o la malattia di Alzheimer. I risultati completi sono stati pubblicati sulla rivista PLoS Medicine.

Il monitoraggio
Dopo un tempo di follow-up medio di 15,3 anni, in cui i partecipanti sono stati seguiti e monitorati, 1.176 di questi (il 19%) hanno sviluppato demenza (tra cui l’Alzheimer), la demenza vascolare, la malattia di Parkinson e altre forme di demenza. L’ipotensione ortostatica al basale, che era presente in 1.152 partecipanti (18,6%), è stata associata a un incremento relativo del 15% in tutti i tipi di demenza. L’associazione con la demenza è stata ancora più marcata in coloro che non hanno registrato un aumento compensatorio della frequenza cardiaca a seguito della caduta momentanea della pressione sanguigna. Questo ha portato a un aumento del 39% del rischio di demenza a lungo termine. Infine, la variabilità della pressione arteriosa sistolica in posizione eretta è stata associata a un aumento del rischio di demenza del’8%, anche se non soddisfaceva i requisiti formali per l’ipotensione ortostatica.

Anche se non c’è un nesso
Sebbene l’associazione tra l’ipotensione ortostatica e la demenza non rappresenta necessariamente un ruolo causale diretto, secondo i ricercatori una possibile spiegazione per i risultati è che «i brevi episodi di ipoperfusione, indotti da improvvisi cali di pressione sanguigna, possono portare a ipossia [mancanza di ossigeno] con effetti negativi sul tessuto cerebrale».