Tiroide e gravidanza

Ipotiroidismo, ecco come potrebbe incidere sulla tua fertilità

Molti dei problemi di infertilità femminile potrebbero essere legati, inaspettatamente, alla tiroide. Ecco la relazione con la ghiandola e gli esami da eseguire

Infertilità e ipotiroidismo (© Rohappy | Shutterstock)

Infertilità e ipotiroidismo (© Rohappy | Shutterstock)

Quando si desidera avere un bambino e non si riesce a coronare il proprio sogno di diventare mamma si è alla disperata ricerca di soluzioni e del perché si abbiano difficoltà. A volte, però, capita di cercarle nel posto sbagliato, non riuscendo così a ottenere gli effetti sperati. Tra i vari controlli che è necessario eseguire vi è quello della tiroide. Dalla salute di questa ghiandola, infatti, può dipendere la possibilità di riuscire a mettere al mondo una piccola creatura di cui potersi prendere cura per tutta la vita.

Cos’è l’infertilità?
Secondo l’OMS tale condizione è l’incapacità di rimanere incinta dopo un anno di tentativi. Se perciò sono passati solo pochi mesi, non arrendetevi, potrebbero ancora esserci possibilità. D’altro canto, se non si riesce a concepire sarebbe opportuno – dopo aver verificato con il proprio ginecologo che non ci sono impedimenti dal punto di vista riproduttivo – richiedere una vista dall’endocrinologo.

La tiroide sotto accusa
Una condizione potenzialmente nociva in fatto di fertilità è l’ipotiroidismo. Un’errata secrezione degli ormoni tiroidei, infatti, potrebbe influire non soltanto sull’impossibilità di concepire, ma anche su uno sviluppo adeguato del feto con il rischio di complicazioni anche serie durante la gravidanza e dopo. Ecco il motivo per cui quando si intende avere un figlio è doveroso fare tutti gli esami del sangue che necessitano.  I rischi derivanti da un ipotiroidismo e un ipertiroidismo durante la gestazione sono molti: dal parto prematuro, all’aborto, alla preeclampsia. Per non parlare della possibilità che il proprio figlio possa soffrire di deficit dell’apprendimento.

Pochi controlli
Uno studio revisionale pubblicato su The Obstetrician & Gynaecologist mette in risalto l’associazione tra benessere della tiroide e salute riproduttiva. Le persone che soffrono di ipotiroidismo sembrano essere circa 5 percento della popolazione. Mentre, in misura minore, soffre di ipertiroidismo il 2,3 percento. Nonostante sia una malattia di facile diagnosi, secondo un’indagine DOXA, ben il 70 percento delle persone dichiara di non aver mai eseguito controlli ematici per quanto riguarda gli ormoni tiroidei. Trattandosi di una malattia relativamente silenziosa sono poche le persone che tendono a fare approfondimenti in merito. E anche quando si tratta di infertilità, raramente si pensa alla tiroide.

Quali controlli fare?
Se stai cercando di avere un bambino, sarebbe opportuno eseguire degli appositi screening – tra questi anche quelli che riguardano la salute della tiroide. Il medico curante, l’endocrinologo o il ginecologo potrebbero richiedere un esame del sangue che rilevi i valori di TSH. È importante, perché che tali valori possono essere alterati se la gravidanza è già iniziata. TSH è l’acronimo di ‘ormone tireostimolante’, che viene rilasciato da una ghiandola che si trova nel nostro cervello: l’ipofisi. Il suo compito è quello di regolare la produzione degli ormoni della tiroide. Se questi sono secreti in quantità insufficiente (ipotiroidismo) il TSH è elevato. Se, al contrario, la quantità è eccessiva come nel caso dell’ipertiroidismo, la produzione di TSH viene diminuita. Quindi, ricapitolando, TSH alto è spesso associato a ipotiroidismo e TSH basso a ipertiroidismo. In poche parole potremmo dire che ormone tireostimolante serve a dare una svegliata alla tiroide quando lavora poco o sopprimerne l’attività del lavora troppo.

FT3 e FT4
La ghiandola tiroidea generalmente secerne maggiori quantità di T4 e minime di T3. Di conseguenza, se l’FT4 è alto è possibile che il soggetto soffra di ipertiroidismo; se invece è basso, di ipotiroidismo. I valori possono essere alterati anche durante la gravidanza o a causa dell’assunzione della pillola, senza che tutto ciò segnali risvolti patologici.