Sanità

Traffico di farmaci antitumorali: 18 arresti e affari per 2 milioni di euro sulle spalle dei malati

Furti di farmaci antitumorali per oltre due milioni di euro in diverse regioni d’Italia. L’operazione dei Carabinieri di Ferrara fa finire in manette 18 persone. Dietro al traffico perpetrato sulle spalle dei malati, l’ombra della camorra. L’indagine ha coinvolto anche Napoli, Salerno, Genova, Torino, Asti e Brescia

Furto di medicinali antitumorali in diverse regioni d'Italia (© welcomia | Shutterstock.com)

Furto di medicinali antitumorali in diverse regioni d'Italia (© welcomia | Shutterstock.com)

TORINO – Sino saliti a 18 gli arresti nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di farmaci antitumorali condotta dal nucleo Carabinieri di Ferrara, in collaborazione con quelli di Napoli, Salerno, Caserta, Genova, Torino, Asti e Brescia. L’indagine che ha portato a scoprire un traffico di farmaci rubati per un valore di oltre 2 milioni di euro, fa intendere che dietro potrebbe esserci anche la camorra.

I più cari
La banda, specializzata nel furto di medicinali, sapeva quello che faceva. Infatti, tra i farmaci oggetto del traffico, in gran parte erano proprio quelli più costosi – e in genere destinati al trattamento delle patologie tumorali e croniche. I medicinali venivano rubati all’interno delle farmacie degli ospedali del Centro-Nord. Il valore della merce trafugata è stato stimato in quasi 3 milioni di euro: 2,7 milioni, per l’esattezza.

I reati
Al momento vi sono ancora due ricercati. La banda, intanto, è stata indagata per associazione a delinquere con l’aggravante di aver favorito un’organizzazione criminale di stampo camorristico. Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, il GIP ha emesso le misure che sono state eseguite in varie località di Piemonte, Lombardia, Liguria e Campania.

Tenuti sott’occhio da diverso tempo
L’indagine che ha portato a scoperchiare il traffico era stata già avviata a marzo 2014, dopo che erano avvenuti due furti nella farmacia ospedaliera di Cento e a Lagosanto nel Ferrarese. A oggi si è stabilito che le farmacie ospedaliere coinvolte nei furti sono 13, mentre quelle al di fuori sono 7 – per un totale di una ventina di sottrazioni di farmaci. Coordinata dal PM Enrico Cieri, l’indagine ha permesso prima di identificarne gli autori e poi di scoprire l’esistenza di un’organizzazione strutturata e ramificata.

Un fenomeno odioso
L’aver colpito un settore farmaceutico come quello destinato ai malati di cancro è stato definito dal procuratore di Bologna Giuseppe Amato un «fenomeno odioso».  Il traffico di farmaci ha infatti non solo arrecato danni per centinaia di migliaia di euro all’erario, ma ha anche privato i malati di ottenere le cure di cui necessitavano. Oltre al bieco commercio, ai criminali è stato contestato l’aver commerciato medicinali avariati, poiché nel traffico non sono stati conservati come si doveva.

Il traffico
Gli investigatori hanno scoperto che l’organizzazione criminale era strutturata in modo da funzionare al meglio. Ogni membro della banda aveva infatti un ruolo ben definito. Gli autori materiali dei furti erano almeno, mentre un altro gruppo forniva il supporto ‘logistico’ e determinava quali sarebbero stati gli obiettivi dei colpi dopo accurati sopralluoghi. Infine, c’era chi si occupava di fare da ‘corriere’ e dello stoccaggio della refurtiva. Per far perdere le tracce del bottino, venivano eseguite tutta una serie di operazioni di compravendita avvalendosi di società create appositamente nei Paesi dell’Europa dell’Est. Queste, acquistavano i farmaci rubati, che poi erano smerciati nell’Europa del Nord.