Ricerca contro il cancro

Immunoterapia oncologica: funziona davvero?

Nuove speranze per i malati di cancro. L’immunoterapia oncologica allunga la durata della vita, ha effetti collaterali decisamente ridotti rispetto alla chemioterapia e sembra essere efficace persino in forme cancerogene molto gravi

Immunoterapia oncologica, cos'è e come funziona (© Gopixa | Shutterstock)

Immunoterapia oncologica, cos'è e come funziona (© Gopixa | Shutterstock)

Le formazioni tumorali sono forse una delle patologie più temute dalle persone. Un timore giustificato, dato che negli ultimi anni il numero di malati sta salendo vertiginosamente. La reale paura non risiede soltanto nella patologia in sé, ma nella quasi totale impotenza della medicina nella cura del cancro. È vero, esiste la chemioterapia. Ma il trattamento è così invasivo che c’è chi giura di preferire la morte a un calvario simile, e che in alcuni casi ritiene allunghi la vita solo di pochi mesi o anni. Davanti a questo triste scenario sembra esserci una speranza in più: l’immunoterapia. Gli scienziati giurano che si possono salvare molte persone. Ma qual è il prezzo da pagare?

La quarta arma contro il cancro
L’immunoterapia è stata ribattezza come la ‘quarta arma’ contro il cancro. Dopo chirurgia, chemioterapia e radioterapia, eccola qui, nascere come un fungo in estate: l’immunoterapia. Ma è davvero così efficace come sembra? A detta degli scienziati potrebbe essere la cura del futuro. Attualmente sembra essere stata in grado di debellare molti tipi di neoplasie: i cancri al fegato, al polmone, al rene, alla vescica, il melanoma, i linfomi e i mielomi.

Come funziona l’immunoterapia oncologica
Quando pensiamo a una terapia contro il cancro, rievochiamo immediatamente la chemioterapia. Si tratta infatti di una delle cure più diffuse. Tuttavia, come accennato, c’è chi si domanda se vale la pena di combattere una malattia di tale entità a scapito della salute dell’intero organismo. L’immunoterapia oncologica non è priva di effetti collaterali, ma si tratta di un trattamento decisamente più ‘soft’. Questo è perché i farmaci utilizzati non agiscono direttamente sulle cellule tumorali ma sul nostro sistema immunitario.

  • Sapevi che…?
    Jimmy Carter, ex presidente USA, ha asserito di essere stato guarito da una forma tumorale gravissima che si è sviluppata a livello cerebrale, proprio grazie all’immunoterapia oncologica. Nel mese di dicembre 2105, ormai 91enne, ha dichiarato ai vari media: «L’ultima risonanza magnetica effettuata al mio cervello non ha rilevato alcuna traccia del cancro che alcuni mesi fa era presente».

Le modifiche che avvengono nel nostro organismo
Le cellule killer insite nel nostro sistema immunitario hanno una peculiarità: sulla superficie sviluppano molecole di proteine e carboidrati. Tuttavia, quando il nostro organismo è affetto da tumore nelle cellule immunitarie si trovano molecole differenti che gli scienziati hanno denominato antigeni tumorali. I farmaci immunoterapici non agiscono pertanto sul tumore, ma sulle nostre cellule immunitarie. I ricercatori hanno quindi sviluppato un anticorpo in grado di bloccare il CTLA-4. Si tratta di una molecola che normalmente riduce l’attività dei linfociti. In tal modo, disattivando CTLA-4, le nostre cellule possono agire direttamente contro il tumore. Ne consegue che il nostro sistema immunitario rileva gli antigeni tumorali e attacca le cellule patogene.

Ritorno alla normalità
I farmaci impiegati nell’immunoterapia riescono a riportare le funzioni del sistema immunitario alla più totale normalità. I linfociti riconoscono pertanto le cellule tumorali come patogene e si attivano per bloccare un recettore: il PD-1. Il risultato è una vera e propria guerra del nostro sistema immunitario contro le cellule cancerogene.

Agisce contro le forme più dannose
L’immunoterapia è un trattamento che si sta sperimentando con successo già da alcuni anni. Le prime prove furono eseguite su forme cancerogene di cui ormai non c’erano più speranze. Ed è proprio in tali frangenti che si sono evidenziati risultati più che positivi. Attualmente le ricerche continueranno e saranno incentrate sul blocco del PD-1. I risultati ottenuti finora sono di gran lunga superiori a quelli ottenuti con la chemioterapia – anche per patologie in fase avanzata. Ciò significa che il nostro sistema immunitario, potenzialmente, è in grado di evitare che la massa tumorale cresca eccessivamente e si diffonda in tutto il corpo. Il problema è che, come detto, in presenza di tumore le nostre difese vengono soppresse. La chiave è dunque permettere al nostro sistema di difesa di poter fare il suo lavoro.

Gli effetti collaterali
Veniamo ora alla questione più spinosa: gli effetti collaterali. Come ben sappiamo, quando si parla di terapie contro il cancro gli effetti avversi sono quelli che spaventano di più. Tuttavia, sembra che quelli causati dall’immunoterapia siano leggermente più leggeri. Tra questi ricordiamo la sensazione di stanchezza, arrossamento e prurito cutaneo, nausea, diarrea e altri sintomi gastrointestinali, aumento della transaminasi e problemi endocrini. Talvolta possono anche svilupparsi sintomi simili a malattie autoimmuni, ovvero le cellule immunitarie potrebbero attaccare anche cellule sane. Ecco perché in alcuni pazienti può svilupparsi colite ulcerosa e morbo di Crohn. Prima di prendere qualsiasi decisione, è sempre comunque fondamentale parlarne con il proprio medico curante.

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