19 febbraio 2017
Aggiornato 21:30
Medicine alternative

Omeopatia, arriva la raccolta firme per una legge che la riconosca quale medicina

C'è chi sostiene che l'Omeopatia sia una medicina a tutti gli effetti. Per questo è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare sulle medicine tradizionali, complementari e non convenzionali. L'autore della proposta è il senatore Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Sanità

Omeopatia (© Patricia Chumillas | shutterstock.com)

ROMA - L'omeopatia non deve più essere considerata una medicina alternative. Queste le intenzioni della proproosta di legge avanzata dal senatore Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Sanità.

Una medicina a tutti gli effetti
"Quella omeopatica è una medicina a tutti gli effetti che deve affiancare le altre terapie mettendo al centro il paziente e non la malattia», sottolinea Maurizio Romani nel corso della conferenza stampa che l'Italia dei Valori ha tenuto davanti al Palazzo di Giustizia di Roma. Qui è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare sulle medicine tradizionali, complementari e non convenzionali. L'omeopatia e le medicine complementari - è stato ribadito - sono un settore vitale, sia dal punto di vista industriale, sia dal punto di vista dei pazienti.

Il secondo più grande sistema di medicina al mondo
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l'omeopatia è il secondo più grande sistema di medicina del mondo con un tasso di crescita del 25% l'anno. In Europa piu' di 100 milioni di persone utilizzano l'omeopatia, 600 milioni nel mondo secondo l'OMS e in più di 80 Paesi, mentre in Italia sono circa 9 milioni, ossia il 14% della popolazione. Piu' di 20 mila medici italiani prescrivono almeno una volta l'anno medicinali omeopatici e sono circa 4 mila quelli che la esercitano con piu' regolarita'. L'82% degli italiani conosce i medicinali omeopatici. 1 italiano su 6 (ovvero 7 milioni di italiani adulti) li ha utilizzati nell'ultimo anno e il 2,5% della popolazione ricorre alle terapie omeopatiche in modo continuativo. "Sono numeri che fanno capire l'importanza di questo tipo di medicina - ha spiegato Romani - eppure da due anni e mezzo i disegni di legge su una regolamentazione delle medicine non convenzionali, in particolare agopuntura, omeopatia e fitoterapia, dormono in commissione Sanità e quando si affronta l'argomento con le Istituzioni sembra di parlare di paranormale. Per dar voce a pazienti e lavoratori del settore abbiamo deciso, come Idv, di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. Tra i firmatari c'è anche è il dottor Paolo Roberti di Sarsina, già esperto per le medicine non convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità".

Cosa prevede la proposta di legge
La proposta di legge di iniziativa popolare prevede, fra l'altro, l'istituzione di registri di professionisti esperti (per esempio in agopuntura e medicina omeopatica); l'istituzione presso il Ministero della salute delle Commissioni permanenti per la disciplina dell'agopuntura, della medicina omeopatica e delle medicine tradizionali, complementari e non convenzionali; l'istituzione presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca di master universitari o di corsi di formazione triennali nelle discipline complementari; l'accreditamento, rilasciato dalle varie Regioni, delle associazioni, delle società scientifiche e degli enti pubblici e privati di formazione.