Pericoli del fumo di sigaretta

Fumo passivo: mette a rischio la salute mentale dei bambini

Il fumo oltre a causare molti danni alla salute può intossicare anche il cervello dei bambini. I genitori dovrebbero fumare in luoghi aperti e lontano dai propri figli

Il fumo passivo fa male ai bambin (© | Shutterstock)

Il fumo passivo fa male ai bambin (© | Shutterstock)

I danni del fumo passivo sono ormai totalmente conclamati che ormai nessuno dovrebbe più fumare. Eppure ancora troppe persone ammettono di non poter rinunciare alle bionde. Il lato paradossale di tutta questa storia è che persino i giovani di oggi – nonostante la massiccia informazione mediatica – cominciano a fumare. Dati ancora più allarmanti sono quelli che parlano di mamme che fumano davanti ai loro piccoli o nelle stanze in cui soggiornano. Una tale situazione potrebbe pregiudicare, non di poco, la futura salute del proprio figlio.

Il fumo intossica il cervello
È proprio il caso di dirlo: il fumo intossica il cervello. Tra i tanti danni derivanti dal fumo c’è anche quello di danneggiare alcune funzioni cerebrali. Peggio ancora se si tratta di bambini. Una recente ricerca condotta da scienziati canadesi ha infatti dimostrato che i bambini esposti al fumo di tabacco, fin dalla prima infanzia, possono adottare comportamenti antisociali. E non stiamo parlando di timidezza, bensì di comportamenti aggressivi e problemi di condotta in ambito scolastico.

Il problema è l’età
Tutti sappiamo molto bene che nei primi anni di vita tutto l’organismo del bambino si sta formando. Se durante questo arco di tempo viene esposto a sostanze nocive come il fumo di sigaretta, stiamo già compromettendo il suo stato di salute. «I bambini piccoli hanno poco controllo sulla loro esposizione al fumo di tabacco in casa, che è considerato tossico per il cervello, nel momento in cui il suo sviluppo è esponenziale», spiega la professoressa Linda Pagani dell’Università di Montreal in Quebec (Canada).

Colpevole?
Se le persone hanno l’obbligo di non fumare in luoghi pubblici – perché sanno benissimo il rischio che corrono le persone vicino a loro – perché mai dovrebbero fumare in presenza dei propri figli? È forse reato davanti a sconosciuti e non davanti a familiari? Il fumo di seconda e di terza mano può danneggiare irreversibilmente il cervello dei bambini durante il loro sviluppo. A detta dei ricercatori, il fumo che permane nelle stanze anche giorni dopo (terza mano) o quello del momento (seconda mano) alterano lo sviluppo cerebrale del piccolo, regolando le decisioni comportamentali, la vita sociale ed emotiva e persino il comportamento cognitivo.

Riconosci tuo figlio?
Tra i vari comportamenti che si possono innescare nei figli dei fumatori ci sono il continuo intento di danneggiare gli altri, il voler violare le norme sociali, ma anche l’aggressività, il furto e il rifiuto di rispettare l’autorità. «Queste associazioni a lungo termine dovrebbero incoraggiare i decisori politici e gli operatori sanitari pubblici a sensibilizzare i genitori sui rischi dello sviluppo in seguito all’esposizione al fumo di seconda mano», continua Pagani. Durante lo studio, pubblicato su Indoor Air, si è potuto evidenziare come i bambini che sono stati esposti al fumo da 1,5 a 7,5 anni, all’età di 12 anni, hanno cominciato ad avere comportamenti antisociali.
Tutti noi, però, sappiamo che i rischi per la salute del bambino sono estremamente vari e comprendono anche problemi cardiovascolari, asma e allergie. Se proprio noi adulti non riusciamo a smettere di fumare e vogliamo danneggiarci la salute, forse sarebbe auspicabile evitare di rovinarla agli altri. Ricordiamo che il fumo di terza mano è per certi versi anche più nocivo di quello di seconda mano. Per tale ragione i fumatori dovrebbero fumare esclusivamente all’aperto. A meno che non vivano in casa da soli. E non ci sono scuse per fare il contrario. In alternativa: siamo disposti a pensare che la salute di una persona a noi cara sia rovinata – a volte gravemente – a causa nostra? Siamo davvero certi di volerci assumere questa responsabilità?