Rischi da infezioni

Gastroenteriti acute da Rotavirus uccidono 231 bambini ogni anno, ma il vaccino lo fanno in pochi

Il vaccino anti-rotavirus è raccomandato già dalla VI settimana di vita, tuttavia sono pochi i bambini che lo fanno. Intanto le gastroenteriti acute da rotavirus causano 231 decessi l’anno, circa 90mila ospedalizzazioni e quasi 700mila visite mediche. L’allarme degli esperti

Gastroenterite acuta da rotavirus, ancora pochi ricorrono al vaccino (© Billion Photos | shutterstock.com)

Gastroenterite acuta da rotavirus, ancora pochi ricorrono al vaccino (© Billion Photos | shutterstock.com)

MILANO – Secondo i dati dell’OMS si stima che ogni anno in Europa le gastroenteriti acute da Rotavirus siano responsabili di 231 decessi, circa 90mila ospedalizzazioni e quasi 700mila visite mediche. Ma in Italia le cose non vanno meglio, in base a quanto riportato in uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Italian Journal of Public Health, nel nostro Paese le infezioni da Rotavirus colpiscono oltre 400mila bambini al di sotto dei 5 anni, con 320mila casi gestiti a domicilio, 10mila ospedalizzazioni, 80mila visite mediche e 11 morti ogni anno. La vaccinazione rappresenta l’unico strumento efficace nella prevenzione della malattia, eppure sono ancora molti, troppi, a scansarla.

Consigliato il vaccino (gratuito in Lombardia)
«I Rotavirus rappresentano la principale causa di gastroenterite acuta grave in età pediatrica in tutto il mondo – afferma la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici – e la più frequente causa di diarrea grave nei bambini al di sotto dei 5 anni. In Italia, il Nuovo Piano Vaccini ritiene prioritaria la vaccinazione anti Rotavirus nei bambini già a partire dalla VI settimana di vita e nella Regione Lombardia, sebbene ancora poco implementata, è offerta gratuitamente ai neonati pretermine che nel nostro Paese rappresentano circa il 7% delle nascite complessive, e ai soggetti a rischio».

La gastroenterite acuta
Come emerso da recenti studi, si legge nel comunicato WAidid, in Italia le infezioni da Rotavirus sono responsabili in una percentuale che varia dal 17% al 69% circa del totale delle ospedalizzazioni per gastroenterite acuta, dell’84% delle ospedalizzazioni per gastroenterite di origine virale così come del 61% delle ammissioni in pronto soccorso e del 33% delle visite dal pediatra di libera scelta o dal medico di medicina generale.

Sintomi e complicanze
«Nelle infezioni del neonato i sintomi in alcuni casi sono relativamente modesti, per un certo grado di immunità acquisita dagli anticorpi materni. Nei bambini di età compresa tra 6 e 18 mesi invece, l’infezione, che ha solitamente un periodo di incubazione di circa 1-3 giorni, esordisce in modo acuto con febbre e vomito, cui fa seguito dopo 24-48 ore diarrea acquosa, con 10-20 scariche al giorno. Mentre la febbre e il vomito cominciano a diminuire durante il secondo giorno di malattia, la diarrea può continuare per 5-7 giorni portando a forte disidratazione. Le infezioni successive da Rotavirus sono, invece, clinicamente meno gravi».

Già dalla VI settimana di vita
Medici e pediatri raccomandano di anticipare già alla VI settimana di vita la prima somministrazione del vaccino anti Rotavirus, così come emerge dal Calendario per la Vita 2016. Il vaccino è somministrato per via orale, al fine di ridurre drasticamente i casi più gravi di ospedalizzazione soprattutto dei lattanti più piccoli per proseguire, poi, con le ulteriori dosi (una seconda o una seconda e una terza a seconda del vaccino in uso) in concomitanza con le sedute vaccinali successive entro la 24-26 settimana di vita. Anche nei nati prematuri va considerata l’età cronologica, non l’età corretta, e la vaccinazione va eseguita o direttamente in neonatologia se il piccolo è ancora ricoverato o nei centri vaccinali o negli ambulatori dei pediatri di famiglia.