Alimentazione e salute

Orzo, la nuova arma contro obesità depressione e perfino demenza

Il beta-glucano, un composto chimico contenuto nell’orzo, pare essere la risposta a molte malattie del nuovo millennio. Specie se causate da stress e alimentazione scorretta

I beta-glucani dell'orzo contro obesità demenza depressione (© Shining stars | Shutterstock)

I beta-glucani dell'orzo contro obesità demenza depressione (© Shining stars | Shutterstock)

PISA - Le malattie del nuovo millennio potrebbero avere un unico nuovo rimedio preventivo: l’orzo. Si tratta uno dei più antichi cereali coltivati dall’essere umano. Osannato da Ippocrate sotto forma di tisana, secondo la moderna scienza potrebbe essere la risposta che tutti cercavano al problema obesità, depressione e perfino demenza.

Merito del beta-glucano
Un recentissimo studio condotto dall’ Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - in collaborazione con l’Istituto di Neuroscienze del CNR, JOL WHITE del Gruppo Telecom Italia e Granoro - ha messo in evidenza le virtù di un composto dell’orzo: il beta-glucano. Per farlo è stato coinvolto il TRANCRILAB, ovvero il Laboratorio di Medicina Critica Traslazionale che è riuscito a sviluppare una particolare pasta realizzata con farina di orzo beta. Si tratta della varietà che contiene una maggiore quantità di beta-glucano idrosolubile. Tale sostanza pare essere la diretta responsabile dei benefici salutari dell’orzo.

  • L’approfondimento: l’orzo nei tempi passati
    Ippocrate esaltava molto le virtù dell’orzo. Tanto che il suo decotto di semi è famoso ancora oggi come tisana di Ippocrate. Era molto utile per migliorare la digestione, depurare fegato, intestino e stomaco. Anche i gladiatori erano grandi consumatori di orzo, non a caso venivano definiti hordearii (mangiatori d’orzo).

Geni che ci proteggono
Secondo quanto emerge dalla ricerca italiana, il beta-glucano agisce sulle proteine sui cui si fonda il Dna. Il risultato? Favorisce l’espressione di geni che ci proteggono da numerose patologie. Tra queste lo stress, la depressione e l’obesità. Ma non si deve necessariamente consumare pasta d’orzo: il beta-glucano idrosolubile si trova anche in altri prodotti da forno contenenti orzo.

I magici poteri del beta-glucano
L’epigenetica, la scienza che si occupa di studiare le modificazioni che variano l’espressione di alcuni geni, ma non la sequenza del DNA, è da tempo associata alle virtù degli alimenti di uso comune. Oggi si sa che l’orzo, grazie al beta-glucano idrosolubile, protegge la funzione endoteliale e dell’ippocampo (sede della memoria e delle emozioni) con tutta una serie di reazioni positive, a cascata, per il nostro apparato cardiovascolare. Lo studio ha anche evidenziato che in situazioni stressanti o in caso di alimentazione non sana, l’orzo è in grado di mantenere l’organismo in equilibrio. In questo modo evita ipercolesterolemia, obesità, stress ed emozioni negative.

Lo studio
La ricerca, condotta su modello animale, ha mostrato come un essere con problemi comportamentali, emozioni negative, obesità, scarsa memoria e stress vedeva un aggravamento dei sintomi con una dieta ricca di grassi. Quando, però, venivano aggiunte dosi regolari di beta-glucano, l’individuo mostrava decisamente dei miglioramenti. «Si tratta di schemi del tutto replicabili negli uomini – spiega il professor Vincenzo Lionetti – in quanto i topi sono stati selezionati proprio per la loro vicinanza genetica e comportamentale rispetto all’uomo moderno. Non sono animali sociali, ma invece tendono all’individualismo, proprio come l’uomo moderno, e non si prestano a essere addestrati. Abbiamo osservato le dinamiche che si creano tra diversi individui e siamo giunti alla conclusione che l’orzo non potrà risolvere le cause sociali dello stress della società di oggi, dalla disoccupazione al mobbing, ma può senz’altro aiutarci a non ammalarci», conclude il ricercatore. Insomma, l’orzo non fa miracoli ma certamente ci può aiutare a vivere meglio.