22 marzo 2017
Aggiornato 23:00
Nutrizione

Svezzamento, no al fai da te, sì a un approccio multisensoriale. Il pediatra risponde alle mamme

Tutto quello che si deve sapere sullo svezzamento e quanto non deve mai mancare sulle tavole dei bambini. Ai dubbi delle mamme risponde il dottor Giuseppe Morino, Resp. UO Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma

Svezzamento, il pediatra risponde ai dubbi delle mamme (© Monkey Business Images | shutterstock.com)

ROMA – Devo svezzare mio figlio, e ora cosa gli do, per non sbagliare? Di dubbi ce ne possono essere davvero tanti quando si tratta di introdurre altri alimenti che non siano il latte materno. A questi e molti altri risponde il pediatra Giuseppe Morino, Resp. UO Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Ansia da mamma
Quando si parla di alimentazione dei loro figli le mamme italiane si scoprono insicure (4 su 10 in ansia) e ipercritiche (solo 2 su 10 giudicano adeguata l’alimentazione dei figli). tutto questo anche se si occupano in prima persona dei pasti (il 90% li prepara personalmente) e hanno un buon livello di informazione. Ma chi ha bambini piccoli dichiara di avere spesso dubbi e non sapere a chi chiedere (31%) e il 65% teme che i propri bambini non seguano una dieta equilibrata e completa di tutti i nutrienti. I dati emergono da una ricerca Doxa/Unaitalia dal titolo «Le mamme e l’alimentazione dei loro figli». Un’indagine che ha fotografato comportamenti e opinioni delle 5 milioni di mamme con figli di età compresa tra 1 e 14 anni, realizzata nell’ambito di una campagna informativa sulle carni bianche, online su www.vivailpollo.it.

Cosa fare?
Per rispondere ai dubbi delle mamme come, per esempio, quando iniziare e cosa proporre, dall’approccio al cibo agli errori da evitare, si cercherà di fare chiarezza in compagnia di Giuseppe Morino, Resp. UO Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Fai da te? No grazie, meglio il parere di un esperto
Per prima cosa è bene iniziare affidandosi a un esperto per le prime pappe. «È fondamentale la sinergia tra pediatra, bambino e genitori durante la fase di svezzamento o ‘alimentazione complementare’ – spiega il dottor Morino – Se il ruolo dei genitori è insostituibile nel dare il buon esempio, è importante seguire le indicazioni del pediatra, che si basano su evidenze scientifiche e le raccomandazioni emanate dalle società scientifiche nazionali ed internazionali».
Le mamme tendono spesso a documentarsi online (1 su 2) e ben il 40% ritiene attendibili le informazioni che legge in rete su un alimento, secondo la ricerca Doxa/Unaitalia. «È pericoloso – commenta il dott. Morino – con il fai da te si rischia di proporre un’alimentazione non conforme ai reali fabbisogni del bambino, che può essere carente o eccessiva, e comportare ricadute sulla crescita in statura e in peso, sullo sviluppo neuropsicologico, sulla maturazione del sistema immunitario».

Sì alla carne e prediligere la bianca
Il dibattito sulla carne è sempre più acceso dopo il recente allarme dell’OMS sulla carne rossa e il diffondersi di un’alimentazione esclusivamente a base vegetale. Ma qual è la soluzione migliore per i bambini? Secondo il dott. Morino la carne gioca un ruolo importante nella crescita dei piccoli: «è una fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale. La carne serve a colmare un deficit di proteine e ferro del latte materno, dopo il sesto mese di vita, e favorire un sano sviluppo delle capacità neurologiche e psicologiche».
Secondo la ricerca la carne preferita dalle mamme è il pollo – per l’84% viene servito almeno una volta a settimana – una scelta che trova d’accordo anche la scienza: «corretto tra le carni, prediligere le carni bianche, ottima fonte di proteine, con pochi grassi e di buona qualità, una elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico, da poter consumare fin dalle prime pappe», commenta Morino.

Sale, zucchero, proteine e grassi: ecco gli errori più comuni
Tra gli errori più comuni in questa fase dello sviluppo del bambino c’è quello di aggiungere sale ai cibi: «Non è necessario, i cibi offerti contengono già quantità sufficienti di sodio», commenta l’esperto. Inutile e dannoso anche aggiungere zucchero o proporre cibi dolci: «Rischiano di influenzare il grado di piacevolezza al palato del cibo e le preferenze alimentari a lungo termine». Attenzione anche a non eccedere con le proteine: «qualora il latte materno non sia disponibile, meglio prediligere per il primo anno latte formulato o ‘artificiale’, a contenuto proteico più simile a quello del latte materno e non il latte vaccino (che contiene quasi 4 volte più proteine del latte umano)». Importante poi non trascurare la quota necessaria di grassi: «per questo consigliamo di aggiungere un cucchiaio di olio di oliva fin dalle prime pappe e non inserire latte vaccino parzialmente scremato nei primi 2 anni».

Le porzioni (e i tempi) contano
Come partire? Meglio iniziare intorno ai 6 mesi di età del bambino, e non anticipare. Possiamo partire con la frutta, inizialmente mela e pera per abituare il bambino al cucchiaino ma subito passiamo alla pappa. Per la pappa si inizia con cereali senza glutine (mais, tapioca e riso, prima a forma di semolino e poi pastina), per poi passare, dopo il sesto mese a quelli con glutine. I cereali vengono serviti con un brodo di verdure, cotte e tritate, come patate, zucchine e carote. Insieme si aggiunge la carne: si inizia con liofilizzati e omogeneizzati di pollo, tacchino, coniglio e agnello, meno allergizzanti, per poi inserire anche vitello e manzo. Gradualmente si inseriscono anche altre fonti proteiche, come pesce, legumi, formaggi, riducendo l’apporto giornaliero di carne a tre volte a settimana, la giusta dose per un bimbo che cresce dall’anno in poi.

Qualche idea delle porzioni?
Per le prime pappe un bambino di 7-8 mesi si possono utilizzare 50 g di passato di verdura (patate, carote, zucchine e lattuga) o 200 ml di brodo vegetale, con aggiunta di 14 g (2 cucchiai da tavola) di pastina o 12 g (due cucchiai da tavola) di crema (riso, multi cereali, mais e tapioca), un cucchiaino di olio Evo. Come fonte proteica si può scegliere tra: 40 g di carne omogeneizzata o pesce; 25 g di ricotta di vacca; 5 g di carne liofilizzata o 12 g di lenticchie secche (circa 1 cucchiaio da tavola).
Tra i 9 e i 12 mesi si aggiungono come fonti proteiche anche l’uovo, il prosciutto cotto o crudo sgrassato (15 g) o la ricotta di mucca (25 g).
Tra i 12 e i 24 mesi aumentano le porzioni di pasta (28 g), riso e semolino (25 g) per primo; carne o pesce freschi (30 g); legumi secchi (15 g) ; formaggio fresco (25 g) per secondo, da servire sempre con verdure miste (100 g pasto). Tra i 24 e i 36 mesi la porzione di pasta, riso o pastina arriva a 45 g, con un leggero aumento anche della quota proteica (20 g di affettati e 40 g di pesce fresco).

No a forzature, sì a un approccio multisensoriale
Quando si parla di nutrizione e corretta alimentazione sono inutili le forzature: «è incoraggiando il bambino a sperimentare, toccare, annusare che si forma un rapporto positivo con il cibo. Fondamentale in questo il buon esempio dei genitori e un approccio multisensoriale», spiega il pediatra.

Tre ricette per bambini dai 9 ai 36 mesi
Ecco adesso tre idee da proporre fin dalle prime pappe. Protagonista il pollo, carne preferita dai bambini (piace a 9 su 10) e ‘promossa’ dagli esperti, firmate dalla food (e mamma) blogger Luisa Orizio di «Allacciate il grembiule».

Ricetta per bambini 9-12 mesi: passato di verdure con pastina e pollo
Ingredienti:
90 g verdure crude miste (patate, carote, zucchine, lattuga) in totale 3 cucchiai di passato
180 ml brodo vegetale
14 g pastina stelline
30 g carne di pollo macinata fresca
1 cucchiaino e mezzo di olio extravergine di oliva (7 g)

Procedimento:
Cuocete a vapore la carne di petto di pollo macinata. Cuocete le verdure a vapore o bollite, mettetele in una ciotolina e frullatele completamente. Mettete il brodo vegetale in un pentolino e portatelo a bollore. Mettete a cuocere la pasta e fatela cuocere per circa 8/10 minuti. Unite alla pastina con il brodo anche i tre cucchiai di passato di verdure e la carne di petto di pollo cotta a vapore. Mettete l’olio extravergine di oliva e mescolate bene. Il vostro passato di verdure è pronto.

Ricetta per bambini 12-24 mesi: pasta con ragù di verdure e pollo
Ingredienti:
100 g verdure miste crude (zucchine, patate, carote, pomodori)
28 g pasta piccola (2 cucchiai da tavola)
30 g carne pollo macinata fresca
7 g olio extravergine di oliva

Procedimento:
Tagliate le verdure a pezzettini molto piccoli e metteteli in una pentola con un cucchiaio di acqua. Fate cuocere le verdure fino a che risulteranno morbide poi unite la carne di pollo macinata e continuate la cottura mescolando bene e schiacciando leggermente con una forchetta. A fine cottura unite l’olio extravergine di oliva e mescolate. Fate bollire abbondante acqua e cuocete la pasta. Scolate la pasta quando sarà cotta e conditela con il ragù di verdure miste e pollo

Ricetta per bambini 24-36 mesi: polpette di riso pollo, zucchine e carote
Ingredienti:
35 g riso
30 g carne pollo macinata fresca
100 g verdure miste crude (zucchine, carote, patate)
1 albume
1 cucchiaino parmigiano grattugiato
12 g olio extravergine di oliva
pangrattato qb

Procedimento:
Fate bollire abbondante acqua e cuocete il riso. Quando il riso sarà morbido scolatelo e tenetelo da parte. Bollite anche le verdure tagliate a pezzettini, scolatele e schiacciatele bene con una forchetta. Mettete in una ciotola il riso bollito, la carne macinata, le verdure schiacciate, il parmigiano grattugiato e solo l’albume di un uovo. Impastate bene con le mani e create delle piccole polpette che andrete a passare nel pangrattato. Mettete le polpette su un tegame con carta forno e spruzzatele leggermente di olio extravergine di oliva. Cuocete in forno preriscaldato a 200 °C per 25 minuti circa fino a che risulteranno cotte e dorate in superficie.