19 febbraio 2017
Aggiornato 21:30
Salute

Meningite, altri tre casi in Toscana nel giro di poche ore. Il batterio non si ferma. Dall’ISS, come quando difendersi con la vaccinazione

L’allarme meningite in Toscana non vuole finire, dove in poche ore da Capodanno si sono registrati nuovi casi. Una ragazza di 20 anni di Prato, colpita dal meningococco di tipo C, è grave

Meningite e vaccini (© Production Perig | shutterstock.com)

FIRENZE – La meningite ha deciso che avere tutti i riflettori puntati su di sé, cercando anche di affossare l’influenza che, di solito, in questo periodo dell’anno tiene banco. Sono infatti gli ennesimi, nuovi casi, a far discutere. Nel giro di poche ore, infatti, nella regione Toscana si sono registrati tre nuovi casi, di cui uno grave ai danni di una ragazza di vent’anni che si era vaccinata. L’Istituto Superiore della Sanità, emette un comunicato in cui spiega come e quando difendersi con la vaccinazione.

Il batterio più temuto
Tra i diversi ceppi di meningococco il più temuto è senz’altro quello di tipo C. Lo stesso che ha già mietuto 7 vittime nel 2016 e che ora ha colpito una ragazza di 20 anni ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Santo Stefano di Prato – dove nei giorni scorsi era morto un bambino per lo stesso batterio. Come accaduto per altri, anche la ragazza era stata vaccinata a settembre scorso. Gli altri casi registrati in questi giorni sono quello di un uomo di 83 anni di Venturina e ricoverato a Livorno, le cui condizioni sono serie e un uomo di 55 anni di Impruneta ricoverato al Santa Maria Annunziata di Firenze.

Il numero sale, ma è sempre stato così
A partire dal 2015 i casi di meningite C registrati in Toscana sono ormai arrivati a 60, ci cui 31 nel 2015 e 29 nel 2016. In tutto i decessi sono stati 13. Ma anche il meningococco di tipo B ha provocato una morte nel mese di giugno 2016. Un altro paziente è invece deceduto a novembre a causa della meningite pneumococcica. Gli esperti e gli epidemiologi, nonostante il rimbalzare delle notizie, sottolineano che in realtà la situazione meningite non è tanto diversa dagli anni scorsi: l’unica differenza è che se ne sta parlando di più. «Non c’è una maggiore concentrazione di decessi per meningite – fa notare il dottor Antonio Chirianni, primario di Malattie infettive all’ospedale Monaldi-Cotugno-Cto di Napoli e presidente di SIMIT, società italiana di malattie infettive e tropicali – in questo momento c’è per lo più un’attenzione mediatica. Non è una malattia debellata e le meningiti sono tante perché gli agenti che le provocano sono diversi». Ogni anno, spiegano gli esperti, si verificano diversi casi di meningite, con un tasso di mortalità che varia dal 5% al 10%, per cui non sta accadendo niente di così straordinario.

Le raccomandazioni dell’ISS
Nel frattempo, l’Istituto Superiore di Sanità ha emesso un comunicato stampa dal titolo «Meningite, come e quando difendersi con la vaccinazione», redatto con la supervisione scientifica di Giovanni Rezza e Paola Stefanelli del Dipartimento Malattie infettive dell’ISS).

Quali batteri causano la meningite?
Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X.

Quali sono i più aggressivi e quali i più frequenti?
Il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Secondo l’ISS, nel 2015 si sono verificati in Italia quasi 200 casi di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C.

Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco?
I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, contro quali ceppi?
Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

• il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C;
• il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y;
• il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Sono obbligatori o raccomandati?
Alcuni vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A, C, Y, W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite etc.) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa). Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale.

Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino?
La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, ma presto dovrebbero esserlo a livello nazionale. Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.

Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo?
La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.

Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?
La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla ASL o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base.