23 marzo 2017
Aggiornato 19:00
Sanità

Meningite pneumococcica, morto il 50enne di Roma. Le rassicurazioni degli esperti

E' morto nel primo pomeriggio il ristoratore 50enne di Alatri, ricoverato all'Umberto I di Roma. Nello stesso ospedale rivoverato anche una ragazza di 14 anni per meningite meningococcica, ora sta meglio

Nessun allarme per la meningite pneumococcica (© Monkey Business Images | shutterstock.com)

ROMA - Il ristoratore di di 50 anni residente ad Alatri (RM) è morto nel primo pomeriggio di ieri. Era stato ricoverato all'Umberto I di Roma per meningite pneumococcica, ma non è contagiosa.

Niente paura
«L'uomo era affetto da meningite pneumococcica, che non è contagiosa», ha spiegato il professore Vincenzo Vullo, direttore del Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell'ospedale. «All'Umberto I è ricoverata anche una ragazza di 14 anni, affetta da meningite meningococcica, in corso di tipizzazione», quindi è ancora da stabilire il ceppo, e comunque «sta meglio».

Ogni anno ci sono casi
Il professor Vullo ha sottolineando che «ogni anno si verificano un certo numero di casi di meningite pneumococcica in Italia e anche nella regione Lazio, quindi abbiamo ogni anno un certo numero di pazienti anche al Policlinico, e, anche se è una forma comunque grave e può portate al decesso come nel caso del paziente di Alatri, i numeri dei casi e dei decessi l'anno sono stabili nel Lazio. E' una situazione - ha assicurato Vullo - stabile nel tempo. Così come sono stabili nel tempo i casi di meningite meningococcica».

Meno degli altri Paesi
I dati quindi per gli esperti, non destano particolare allarme: il numero di casi di malattia meningococcica invasiva per milione di abitanti «resta in Italia comparabile se non inferiore alle medie degli altri paesi dell'Europa occidentale», hanno più volte, infatti sottolineato anche gli infettivologi Simit, pur osservando come la situazione in Toscana presenti alcune peculiarità con un numero di casi superiore a quanto osservato negli anni precedenti.