Salute della pelle

Melanoma: arriva il nuovo farmaco che lo riduce fino al 90%

Da un nuovo farmaco arriva la speranza di battere uno dei più temibili cancri della pelle, il melanoma. Risultati promettenti ed efficacia pari al 90 percento

Farmaci per il melanoma (© Oleksandr Lysenko | Shutterstock)

Farmaci per il melanoma (© Oleksandr Lysenko | Shutterstock)

Il melanoma è una delle forme tumorali cutanee più aggressive. Decine di migliaia di persone muoiono ogni anno a causa di questa temibile malattia. Nuove speranze, però, ci vengono offerte da alcuni ricercatori statunitensi. Un farmaco di nuova concezione potrebbe essere la soluzione per fermarne la diffusione.

Le cause di morte
La causa principale della morte da melanoma è la velocità di diffusione in varie parti del corpo, tra cui anche cervello e polmoni. Ma alcuni scienziati sembrano essere riusciti a bloccarne la diffusione fino al 90%. «La maggior parte delle persone muoiono a causa di melanoma per colpa della diffusione della malattia. Il nostro composto può bloccare la migrazione del cancro e aumentare potenzialmente la sopravvivenza dei pazienti», spiega Richard Neubig, Professore presso la Michigan State University.

Finalmente una cura efficace?
Lo studio è riuscito a dimostrare che il composto di nuova generazione può ridurre la migrazione delle cellule di melanoma dall’85 al 90 percento. Ma non solo: è stato in grado di diminuire la formazione tumorale anche a livello polmonare su un esperimento condotto su modello animale. In particolare, sono stati ottenuti buoni risultati su topi a cui erano state iniettate cellule di melanoma umano. «I risultati possono essere considerati una scoperta precoce che potrebbe essere molto efficace nel combattere il cancro della pelle», ha dichiarato Kate Appleton, studente post-dottorato presso la Michigan State University.

Come funziona il farmaco
I composti che si trovano all’interno del farmaco sembrano essere in grado di bloccare alcuni tipi di proteine note come fattori di trascrizione MRTFs (fattori di risposta del siero) legati ai myocardin. Tali proteine vengono attivate inizialmente da una seconda proteine denominata RhoC. Questa potrebbe essere la causa dell’aggressività del melanoma. «L’effetto dei nostri composti sulla disattivazione di questa crescita delle cellule del melanoma e la progressione è molto più forte quando viene attivato il percorso. Potremmo pensare all'attivazione delle proteine MRTF come a un biomarker per determinare il rischio, in particolare per quelli che si trovano a uno stadio precoce del melanoma», ha riferito Appleton. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics.