23 marzo 2017
Aggiornato 19:00
Allarme meningite

Il ragazzo di 25 anni morto a Torino: è proprio meningite. Ma per l’Iss «l’epidemia è solo mediatica»

La morte del 25enne di Valperga avvenuta all’ospedale Molinette di Torino è stata causata dalla meningite, lo hanno confermato gli esami. Ma tutto il putiferio e l’allarme scatenati intorno a una presunta emergenza o epidemia di meningite sarebbe soltanto una faccenda mediatica, secondo l’Istituto Superiore di Sanità

Meningite, secondo l'Iss l'epidemia è solo mediatica (© miss mafalda | adobestock.com)

TORINO – Gli esami eseguiti sul corpo del ragazzo di 25 anni di Valperga (TO), deceduto domenica 8 gennaio all’ospedale Molinette di Torino, hanno confermato che si trattava di meningite. Ma gli esperti ribadiscono che non vi è alcun allarme; anzi, secondo l’ISS «l’unico agente patogeno, che si sta moltiplicando a dismisura, è la notizia giornalistica».

Casi in calo e non in aumento
A dispetto di chi ‘grida al lupo’, l’Assessorato Regionale alla Sanità del Piemonte fa sapere che i casi di meningite in realtà sono in calo nella regione. Dopo il decesso del ragazzo di Valperga, c’è stato nei giorni scorsi un altro caso di meningite non contagiosa nei confronti di una donna ricoverata all’ospedale Santi Antonio e Biagio di Alessandria. «In Piemonte – ha spiegato Vittorio Demicheli della Direzione Regionale della Sanità – nel 2016 abbiamo registrato 9 casi di meningite contagiosa da meningococco e rileviamo un trend in regressione. La media, per la forma non contagiosa, è di 200 l’anno. Cominciamo a vedere gli effetti delle vaccinazioni».

Epidemia mediatica
Anche gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità non hanno dubbi: l’epidemia è solo mediatica. E l’unico agente «patogeno, che si sta moltiplicando a dismisura, è la notizia giornalistica». Così scrivono in una nota pubblicata su Epicentro i ricercatori Fortunato D’Ancona, Maria Grazia Caporali e Paola Stefanelli. «La diffusione della meningite è sovrapponibile a quella dell’anno precedente. Il meningococco – aggiungono gli scienziati – continua a essere responsabile di circa 200 casi l’anno, mentre le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco sono in calo».

Il caso della Toscana ha fatto da traino
A fomentare le preoccupazioni ci hanno pensato i casi in Toscana. Qui è stato «l’anomalo aumento da gennaio 2015 dei casi da meningococco C in Toscana – sottolineano dall’ISS – Un incremento spiegato con la circolazione in quell’area di un clone di meningococco particolarmente aggressivo».

E nel resto d’Italia?
Anche nel resto d’Italia non sono certo mancati i casi di meningite: ma questi si verificano ogni anno, senza che nessuno avesse mai pensato a un’epidemia. Sono ormai noti quelli avvenuti a Milano, dove due studentesse della Statale sono morte. Poi, sempre in Lombardia, domenica 8 gennaio 2017 vi è stato a Legnano il caso di un paziente di 50 anni di Canegrate ricoverato all’ospedale cittadino in Rianimazione. E ancora in Puglia dove una bambina di otto anni residente a Trani è stata trasportata all’ospedale di Bisceglie (e poi traferita all’ospedale pediatrico di Bari) perché presentava sintomi della meningite. Ma, come detto, la meningite c’è sempre stata e solo ora se ne sta parlando molto, forse troppo.