Mai più trapano

I denti si riparano da soli grazie alle cellule staminali

Addio trapano del dentista? Le carie si possono curare con le cellule staminali stimolate, cosa insolita, da un farmaco usato nel trattamento della malattia di Alzheimer

Addio trapano del dentista, i denti si riparano da soli grazie a un farmaco per l'Alzheimer (© 2j architecture | shutterstock.com)

Addio trapano del dentista, i denti si riparano da soli grazie a un farmaco per l'Alzheimer (© 2j architecture | shutterstock.com)

LONDRA – Pensate un po’, non dover più sottoporsi alla tortura del trapano del dentista. Le carie dentali si possono curare con le cellule staminali. Così i denti si riparano da soli. Il tutto, con l’insolito aiuto di un farmaco utilizzato in tutt’altro ambito: ovvero nel trattamento dell’Alzheimer.

La scoperta
La scoperta che farà piacere a molti, e soprattutto a coloro che temono il trapano del dentista l’hanno fatta i ricercatori del King’s College di Londra, e ne riportano i dettagli in uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Nel report si legge che grazie alle cellule staminali è possibile indurre i denti ad auto-ripararsi. Tutto ciò grazie a un farmaco per la malattia di Alzheimer che stimola la crescita delle cellule che formano il tessuto che si trova tra lo smalto e la polpa: la dentina. Nel 2013, gli stessi ricercatori erano riusciti a ottenere denti in provetta a partire da cellule raccolte dai tessuti che rivestono le gengive.

Lo studio
I ricercatori guidati dal dottor Paul Sharpe hanno condotto una serie di esperimenti su modello animale, scoprendo che i denti possono essere stimolati all’autoriparazione anche in caso di danni seri, come anche una carie avanzata. I ricercatori sapevano che già da soli i denti producono un sottile strato di dentina per riparare un danno e proteggere la polpa. Ma questo avviene soltanto quando il danno è minimo, mentre in caso di grandi danni come quelli causati dalla carie, in genere non resta che togliere la parte intaccata e otturare il buco che ne risulta. Un rimedio posticcio che presenta i suoi problemi: la carie si può ripresentare oppure l’otturazione se ne va o, peggio, il dente di rompe.

Il nuovo metodo
Il nuovo metodo che promette di dire addio a trapano e otturazioni si basa su una molecola chiamata ‘Gsk-3’ (Glicogeno sintasi chinasi). Questa è utilizzata nel trattamento di alcune malattie neurologiche e degenerative come anche l’Alzheimer. È proprio questa molecola ad aver dimostrato di poter stimolare le cellule staminali che formano la dentina. Durante lo studio Gsk-3 è stata unita ai denti per mezzo di una sorta di spugne biodegradabili di collagene, che funge da ‘colla’. Le ‘spugne’ imbevute della molecola sono state inserite nella cavità dentale da riparare. Qui, dopo aver rilasciato la molecola, hanno stimolato le cellule staminali che producono la dentina. Il dente bucato si è riparato nel giro di 4-6 settimane. La spugna biodegradabile e assorbibile si è dissolta e il nuovo tessuto ha potuto riempire lo spazio. La spugna imbevuta di questa molecola «««riesce sia a proteggere la polpa sia a ripristinare la dentina», ha sottolineato il dottor Sharpe.