Ashtanga Yoga

Yoga: imparare a respirare e mobilizzare il diaframma

Giuseppe Panarello spiega a Diario Salute TV come respirare nel modo corretto durante l’esecuzione degli asana yoga. Esercizi che possono essere sfruttati anche in altre discipline sportive

In questo stile di yoga è molto importante la respirazione. Ogni movimento è coordinato con il respiro e, respiriamo con un metodo chiamato Ujjayi chiudendo leggermente la glottide, dichiara Giuseppe Panarello, insegnate di Asthanga Yoga.

Come si esegue la respirazione Ujjayi
«Per imparare a respirare in Ujjayi, si tiene la bocca leggermente aperta e si inspira ed espira cercando di filtrare un pochino l’aria attraverso la gola. In questo modo si produce un suono che somiglia al vento ta gli alberi. Dopo di che si continua con questa respirazione cercando di serrare le labbra. Si sente, così, una sorta di sibilo nella gola. L’aria in questo modo arriva nei polmoni calda e il suono ci porta a rilassamento e concentrazione», continua Panarello.

Cominciare ad avvertire il respiro
«Per sentire come si muove il respiro posso cominciare a posizionare le mani sulla gabbia toracica. Non si deve assolutamente gonfiare e sgonfiare la pancia, ma semplicemente percepire il movimento un pochino più in alto all’altezza delle coste e nel petto. Si dovrebbe avvertire una respirazione posteriore laterale. E’ importante cercare di trovare equilibrio tra inspirazione ed espirazione. Quindi se inspiro in due secondi, devo anche espirare in due secondi e non bisogna mai fare pause tra un atto respiratorio e l’altro. Durante la pratica ci si può esercitare come sta facendo Giorgia in questo video: con le gambe incrociate e le mani poste sulla gabbia toracica. Piano piano si deve cercare di migliorare il respiro e la qualità del suono».

Imparare a sentire il movimento del diaframma
«Per imparare a sentire il movimento del diaframma si può fare un altro esercizio da distesi, piegando leggermente le gambe. Si porta la mano destra sull’ombelico e la mano sinistra sul petto. Inspiro ed espiro cercando di gonfiare e sgonfiare la pancia. Sotto la mano si deve avvertire il movimento addominale: durante l’inspirazione si gonfia e durante l’espirazione cercherò di spingere l’ombelico in dentro, verso la colonna vertebrale. Dopo di che provo a spostare la respirazione più in alto, verso la mano sinistra, avvertendo la respirazione a livello toracico. In questo caso si deve percepire movimento solo nella parte alta del corpo e non a livello addominale. Nella respirazione completa, durante l’inspirazione, si gonfia prima la pancia e di seguito il petto. Si trattiene un attimo il respiro e nell’espirazione sgonfio di nuovo prima pancia e poi petto. Respiro dopo respiro, si cerca di allungare il più possibile la durata dell’atto respiratorio», conclude Panarello.