25 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Farmaci in gravidanza e pericolo per mamma e bambino

Autismo, il pericolo potrebbe venire dagli antidepressivi

Assumere gli antidepressivi in gravidanza, potrebbe aumentare il rischio di far nascere un bambino autistico

ROMA – Rischio raddoppiato di sviluppare l’autismo per i bambini nati da donne che assumevano farmaci antidepressivi. A suggerirlo è uno studio Canadese che ha analizzato quasi 150mila donne in dolce attesa.

Come riconoscere un bambino autistico
Per ottenere una diagnosi di autismo è necessaria un’accurata visita medica. Tuttavia, ci sono dei sintomi che possono destare sospetti nei genitori, e che non vanno affatto sottovalutati. I bambini affetti da ASD (disturbo dello spettro autistico) possono essere privi di interessi sociali, hanno comportamenti ripetitivi e difficoltà nell’esprimere i propri sentimenti.

Rischio aumentato dell’87 per cento
A soffrire di tale problematica è l’1% della popolazione. Tuttavia, è bene dire che assumere farmaci antidepressivi nel corso della gravidanza aumenta il rischio dell’87% di far nascere un bambino con disturbo dello spettro autistico. Durante lo studio sono stati considerati anche eventuali altri fattori che avrebbero potuto incidere sull’insorgenza della patologia.

Quante mamme assumono antidepressivi?
Secondo i risultati allo studio, si parla di almeno il 10% di future mamme che assumono antidepressivi durante la gravidanza. Sarà forse per questo motivo che i casi di autismo sono aumentati vistosamente? Oggi si calcolano circa 100 casi su 10.000, ma negli anni Novanta ce n’erano solo 4 sulla stessa quantità.

Colpa degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
Ci sono molte evidenze per cui gli SSRI, ovvero gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, sono associati al rischio di sviluppare l’autismo. Utilizzati di routine nel trattamento della depressione, sembra possano causare un disturbo nello sviluppo cerebrale del bambino. Le sostanze più comunemente usate sono l’escitalopram, la fluoxetina, la sertralina, e la paroxetina. L’ipotesi più accreditata è che la serotonina sia indispensabile per lo sviluppo del cervello del nuovo nascituro e che una sua alterazione possa portare a modificazioni anomale come quelle che si presentano in caso di autismo.