25 marzo 2017
Aggiornato 22:30
Nuova tecnica contro l'infertilità maschile

Contro l'infertilità maschile, arriva una tecnica ancora più efficace

Chirurgia microscopica più efficace nel recupero spermatozoi

ROMA - Una nuova tecnica contro l'infertilità maschile é quella introdotta da IVI, istituzione sanitaria spagnola specializzata integralmente nella riproduzione umana che conta oltre 40 cliniche in 10 Paesi del mondo. La biopsia del testicolo è una tecnica molto usata nella riproduzione assistita che permette di ottenere spermatozoi vivi dal tessuto testicolare. Finora questo tipo di biopsia veniva effettuata realizzando diversi tagli in modalità aleatoria su uno dei testicoli, senza l'aggiunta di alcun supporto visivo. IVI ha introdotto nelle operazioni un ritrovato tecnologico con l'impianto del Microtese (Microdissection Testicular Sperm Extraction) che consente, grazie all'utilizzo di un microscopio chirurgico, di aumentare il campo visivo dell'urologo (25-40 x) a livello dei tubuli testicolari dove si sviluppano gli spermatozoi all'interno del testicolo, permettendo di essere più selettivi nell'operazione, evitando danni e aumentando del 20% la possibilità di identificare gli spermatozoi adatti alla riproduzione.

Aumento delle proababilità di ottenere ottimi spermatozoi
Aumentando le probabilità di ottenere spermatozoi ottimi per la fecondazione rispetto alla biopsia testicolare classica, il Microtese diminuisce i casi in cui la coppia deve ricorrere alla donazione del seme, per infertilità maschile. Il fattore maschile è responsabile approssimativamente del 20% dei casi di infertilità all'interno di una coppia. Tra queste cause si trova l'azoospermia, un caso nel quale la riproduzione naturale non è possibile dal momento che lo sperma di questi uomini non contiene spermatozoi. La biopsia del testicolo è l'unico modo di recuperare spermatozoi validi per la riproduzione che in questi casi deve necessariamente essere di tipo assistito. "Aprendo la parete del testicolo troviamo strutture tubulari multiple (i tubuli seminiferi) che assomigliano a spaghetti ed è all'interno di questi tubuli che si formano gli spermatozoi. Grazie al microscopio possiamo vedere i tubuli più grossi e dove teoricamente si producono gli spermatozoi, in comparazione con quelli più piccoli dove non esiste produzione. Questa differenza di spessore non è percepibile all'occhio umano, e quindi l'utilizzo di un microscopio chirurgico presuppone un avanzamento importante in questa tecnica. Grazie ad esso aumentiamo le possibilità di trovare spermatozoi ed evitare biopsie fallite" spiega Saturnino Lujàn, medico di IVI Valencia.

Lo studio dell'Università di Cornell di New York
Microtese è stato sviluppato dall'Università di Cornell di New York daPeter Schlegel; la nuova tecnica ha permesso di ottenere spermatozoi passando da un 40% ottenuto utilizzando la tecnica classica di biopsia testicolare al 63%, diminuendo l'impatto sul resto del tessuto testicolare ed evitando così la perdita di produzione di testosterone.