23 marzo 2017
Aggiornato 21:00
Autismo

Comportamenti stereotipati e disturbi dello spettro autistico, quale la correlazione?

Al via un nuovo studio sulle stereotipie per indagare la loro correlazione con l’autismo. Nuove ricerche in occasione della Giornata mondiale sull’autismo. L’indagine firmata dal Centro comasco Villa Santa Maria

Autismo e comportamenti stereotipati (© Fresnel | shutterstock.com)

COMO – C’è una correlazione tra i comportamenti stereotipati e i disturbi dello spettro autistico (ASD)? E se sì, qual è? Queste le domande a cui intende rispondere uno nuovo studio coordinato dal Centro comasco Villa Santa Maria, che prevede l’impiego di sofisticate tecnologie per l’osservazione sistematica di 70 bambini.

Indagare
Indagare è proprio quello che intendono fare gli esperti di Villa Santa Maria, Centro con sede a Tavernerio (Como) specializzato nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi affetti da autismo e patologie neuropsichiatriche. Il focus dello studio è la correlazione tra comportamenti stereotipati e disturbi dello spettro autistico, in cui si vuole approfondire il perché di un tipo di manifestazione particolarmente frequente nei bambini e ragazzi affetti da autismo.

Lo studio
Sarà dunque avviato un nuovo studio osservazionale sulle stereotipie nei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. Durante la ricerca si analizzeranno i comportamenti motori, sensoriali, vocali e intellettivi di 70 ragazzi. Interesserà i pazienti residenziali e impegnerà 16 educatrici del Centro per un periodo complessivo di 10 settimane. I partecipanti saranno monitorati nel corso delle loro attività scolastiche ed educative, che occupano buona parte delle loro giornate. Il progetto, è coordinato dal dottor Franco Vanzulli, neurologo e neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza a Villa Santa Maria, e prevede che i comportamenti dei ragazzi siano registrati attraverso 8 bodycam affidate alle operatrici e posizionate in modo da non destare curiosità o imbarazzo nei pazienti.

Una settimana di osservazioni continue
Ogni ragazzo, si legge nel cominicato, verrà sottoposto a un’intera settimana di osservazione. Il materiale video e audio raccolto verrà poi analizzato da un’équipe multidisciplinare della quale faranno parte anche un neuropsichiatra dell’età evolutiva, un fisioterapista e uno psicologo. Nel corso dell’analisi i comportamenti stereotipati verranno posti in diagnosi differenziale con gli altri disturbi e disordini del comportamento, prevalentemente motorio, che affliggono i pazienti, nonché con i movimenti anomali e involontari, sia di origine ‘’organica’’ che ‘’psicogeni’’. Particolare attenzione verrà poi posta sul Toe Walking (Camminamento in punta), un comportamento piuttosto frequente che verrà approfondito con l’obiettivo di valutare se sia assimilabile alle stereotipie o se rappresenti invece una manifestazione a sé stante.

Non solo negli autistici, ma…
«I comportamenti stereotipati si possono osservare anche in pazienti sani, ma sono particolarmente frequenti nei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico – spiega il professor Enzo Grossi, direttore scientifico di Villa Santa Maria – Ciononostante rimangono un aspetto poco considerato e negletto anche dal punto di vista scientifico. Lo studio osservazionale che stiamo avviando vuole quindi indagare in maniera sistematica il fenomeno, monitorandone anche la gravità, la frequenza e la complessità per verificare quali correlazioni ci siano con la patologia e verificare quali situazioni rendano più frequenti o più sporadiche queste manifestazioni».

Un tema poco considerato
L’indagine vuole anche mettere a fuoco un tema finora poco considerato dalla ricerca scientifica, anche per la difficoltà di raccogliere in maniera sistematica materiale documentale adeguato. «Villa Santa Maria rappresenta un ambiente privilegiato per raccogliere informazioni e dati accurati sui comportamenti e le abitudini dei bambini – sottolinea Grossi – ed è anche per questo che siamo diventati un Centro di riferimento a livello internazionale per chi si occupa di ricerca scientifica nell’ambito dell’autismo».