30 maggio 2017
Aggiornato 00:30
Salute e intolleranze

Celiachia, 7 italiani su 10 non sanno di essere celiaci. L’Iss: «Attenzione alle autodiagnosi e alla moda del gluten free»

Ben il 70 per cento dei celiaci non sa di esserlo. Per cui i dati relativi all’incidenza della patologia potrebbero essere sottostimati. Tuttavia, è anche troppo diffusa la moda del gluten free che vede le persone escludere pericolosamente dalla propria dieta il glutine senza che ne abbiano bisogno

Celiachia, sottostimate le diagnosi (© xamnesiacx | shutterstock.com)

ROMA - L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in un comunicato fa sapere che in Italia 70% dei celiaci risulta non diagnosticato e soprattutto non trattato. Mentre, in base all’incidenza stimata, ci si dovrebbe aspettare circa 600mila diagnosi. Nonostante ciò, la celiachia è una di quelle patologie che può ‘vantare’ un altissimo numero di diagnosi sbagliate. Il motivo spesso è imputabile alla errata, quanto pericolosa, mania di farsi autodiagnosi. «Risposte cercate su Internet e sui social network – sottolinea l’ISS – mode secondo cui togliere il glutine dalla dieta fa comunque bene, una serie insomma di credenze e falsi miti che fa male alla salute».

Un convegno per capire
Per comprendere meglio il preoccupante fenomeno e far luce su questa tendenza errata, l’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia e la Società Italiana di Scienze Applicate alle Piante Officinali e ai Prodotti per la Salute, ha organizzato il convegno ’’Allergie, intolleranze e celiachia: tra verità scientifiche e falsi miti’’. «L’esposizione al glutine per un soggetto celiaco – spiega Marco Silano, esperto di celiachia dell’ISS – significa non solo la persistenza dei sintomi e segni legati alla malattia e un aumentato rischio di complicanze, ma anche giorni persi di lavoro e un carico di spese per il SSN. Pertanto la diagnosi precoce di celiachia non è solo un atto dovuto per ciascun paziente, ma anche un intervento di sanità pubblica. In questo senso va considerato l’aggiornamento delle linee guida per la diagnosi e il follow-up della celiachia, pubblicato lo scorso agosto nella Gazzetta Ufficiale».

Scarsa conoscenza
A complicare le cose, quando si debba formulare una diagnosi corretta, non c’è solo il fai-da-te, ma anche una scarsa conoscenza. «Le difficoltà di una diagnosi precoce e corretta sono molte: la scarsa conoscenza delle modalità di esordio da parte dei medici che operano sul territorio; le indicazioni che si trovano sui social per ricorrere a test diagnostici di intolleranze e allergie, privi di alcun fondamento scientifico, che per di più costano molto e portano a diete di esclusione senza motivo; la moda del glutine dannoso per tutti, per la quale si è addirittura arrivati a coniare il termine glutenfobia, e che può portare a mancate diagnosi o a ritardi nelle stesse», conclude Silano. Evitiamo dunque di farci prendere dalla moda e, se abbiamo dei dubbi, rivolgiamoci a un esperto qualificato.