1 maggio 2017
Aggiornato 06:00
Alimentazione e rischi per la salute

Bottiglie di plastica e contenitori per alimenti possono danneggiare irreversibilmente i denti dei bambini

Il BPA associato ad alcuni funghicidi potrebbero modificare il livello ormonale e, di riflesso, la formazione dello smalto dentale

Ilbisfenolo A o BPA può danneggiare lo smalto dei denti (© Africa Studio | Shutterstock.com)

PARIGI - Plastica & Co. tornano nuovamente sul banco degli imputati. Questa volta vengono accusati di danneggiare e indebolire i denti dei bambini. E lo farebbero in maniera talmente marcata da rendere irreversibile tale processo. Il problema sarebbe causato da un’interferenza di particolari ormoni che avrebbero lo scopo di promuovere la crescita dello smalto dentale.

Colpa degli interferenti endocrini
Alcune sostanze contenute nella plastica vengono considerati degli interferenti endocrini, che hanno cioè la capacità di interferire con il normale funzionamento di alcuni ormoni. Il più conosciuto è il bisfenolo A o BPA che si trova nei contenitori per alimenti e le bottiglie di alcune bevande. Un’altra sostanza dalle proprietà simili è il Vinclozolin, un funghicida adoperato soprattutto in vigneti, frutteti e nei campi da golf.

Pericolo ipomineralizzazione
E’ una patologia piuttosto recente la Molar Incisor Hypoplasia o MIH. Colpisce sempre più giovani in Italia e all’estero e si presenza con delle antiestetiche macchie che virano dal bianco al giallo bruno, associate a carenza di smalto dentale. Si verificano sia a livello degli incisivi che nei primi molari. Il lato negativo è che lo smalto dei denti, a differenza delle ossa, non si può riformare – per cui tutti i cambiamenti e i danni divengono irreversibili.

  • Approfondimento: la diagnosi del MIH
    Per una diagnosi accurata si utilizzano microscopi e test radiografici. Generalmente il dente affetto da MIH ha un basso contenuto di calcio e fosfati e uno smalto contraddistinto soprattutto da magnesio. Inoltre si assiste a una quantità abnorme di proteine della formazione dello smalto.

È colpa degli interferenti endocrini
Alcuni studi effettuati sui ratti hanno mostrato che il MIH è spesso associato a una lunga esposizione al BPA. Nei ratti, infatti, è stato indotto fornendo una dose simile a quella che potrebbe essere ingerita quotidianamente da un essere umano. Durante lo studio - condotto dall’INSERM (Istituto Nazionale Francese di Salute e Ricerca Medica) - ai ratti è stato somministrato il BPA con o senza il Vinclozolin.

Le modifiche che avvengono a livello genetico
Raccogliendo le cellule dalla superficie, gli scienziati hanno scoperto che il BPA e il Vinclozolin hanno cambiato l’espressione di due geni deputati alla mineralizzazione dello smalto dei denti. Ma non solo: in una seconda fase il team di ricerca ha anche prelevato alcuni campioni di cellule ameoblaste – cellule che producono lo smalto dei denti - e sono arrivati alla conclusione che la presenza di ormoni sessuali come gli estrogeni e il testosterone potenziano l’espressione dei geni coinvolti nella formazione dello smalto dentale. Tuttavia, sia il Vinclozolin che il BPA riducono la formazione di tali ormoni con conseguenti danni ai denti. Probabilmente questo è il motivo per cui in natura la formazione dello smalto dentale si ferma in tenera età. La formazione dello «smalto dei denti inizia al terzo trimestre di gravidanza e termina all’età di 5 anni, in modo da ridurre al minimo l'esposizione a interferenti endocrini in questa fase della vita. Quasi come fosse una misura precauzionale per ridurre il rischio di indebolimento dello smalto», conclude la dottoressa Katia Jedeon, autore principale dello studio.