30 maggio 2017
Aggiornato 00:30
Ricerca contro il cancro

Cancro ovarico: dalle cipolle rosse una nuova speranza

Un estratto delle cipolle, potrebbe essere la chiave per sradicare il cancro ovarico alla radice. Ecco come agisce e gli effetti positivi sulla salute

Cipolle rosse contro il cancro ovarico (© StepanPopov | Shutterstock.com)

Quando si parla di cancro, la paura comincia ad assalire la nostra mente. Dopo oltre cinquant’anni di ricerche, sono ancora molte – troppe – le persone che muoiono di questa temibile malattia. Per fortuna enti indipendenti di ricerca a volte trovano stratagemmi migliori di alcune associazioni finanziate da anni dai cittadini. È il caso di uno studio giapponese che pare aver trovato una nuova speranza di cura per il cancro ovarico da un composto contenuto nelle cipolle rosse.

Una sostanza antitumorale
I ricercatori della giapponese Kumamoto University hanno trovato nelle cipolle un nuovo composto denominato ONION A (ONA). Questo pare essere stato attivo su un modello preclinico di carcinoma ovarico epiteliale (EOC) sia in vitro che in vivo. Già in precedenza, gli scienziati avevano notato che l’ONA era in grado di sopprimere l’attivazione tumorali nelle cellule mieloidi.

Tutta colpa dei macrofagi
Avete presente quando ci si affida alle forze armate per un grave problema e non si riesce a risolverlo a causa delle persone corrotte che lavorano all’interno del sistema? Ecco, anche nel nostro organismo accade qualcosa di simile. Al posto della polizia o dell’esercito noi abbiamo a disposizione il sistema immunitario, impersonificato in buona parte dai macrofagi. Sono loro che ci difendono in presenza di un attacco esterno e fanno di tutto per riportarci a una condizione di salute ottimale. Inizialmente si attivano i macrofagi chiamati M1, mentre in un secondo tempo arrivano gli M2. Al loro arrivo gli M1 hanno fatto già gran parte del lavoro e gli M2 dovranno ripulire il tutto e riparare eventuali tessuti danneggiati e riportarlo alla vascolarizzazione originale. Cosa accade, però, se i macrofagi M2 sono corrotti?

Gli M2 non hanno voglia di riparare i danni
Il problema principale deriva dal fatto che se gli M2 non hanno voglia di riparare i danni, ma fanno esattamente l’opposto, i tessuti rimangono sempre danneggiati. Un po’ come fosse una ferita sempre aperta, come racconta Paola Allavena, ricercatrice di Humanitas. I Macrofagi M2, in pratica, rendono l’ambiente idoneo alla proliferazione delle cellule cancerogene, anziché ripararlo. Si tratta forse di una sorta di corruzione o, piuttosto, lavaggio cerebrale? Chi può dirlo. Quello che è certo è che i ricercatori di Humanitas, insieme all’Istituto Mario Negri di Milano, hanno ideato un farmaco – sperimentale – in grado di bloccare l’azione dei macrofagi. In pratica il tumore in questo modo morirebbe di fame perché non avrebbe il tessuto vascolarizzato e gli sarebbe impedita la vita. Ricercatori giapponesi hanno, sostanzialmente, ideato una molecola che agisce in maniera simile.

Inibisce la crescita dei Macrofagi M2
L’ONA, la molecola ricavata dalle cipolle rosse sembra agire proprio contro i Macrofagi M2, inibendo, di conseguenza la crescita tumorale. La sostanza, in pratica, sembra influenzare lo STAT3, ovvero il fattore di trascrizione noto per essere coinvolto sia nella polarizzazione delle cellule M2, sia nella proliferazione delle cellule tumorali. Il team di ricerca giapponese ha anche scoperto che l’ONA è altresì in grado di migliorare gli effetti anticancerogeni dei tradizionali farmaci tumorali. Ma non solo: esperimenti condotti su modello animale di cancro ovarico hanno rivelato che la somministrazione orale di ONA allunga la durata della vita, grazie alla soppressione di Macrofagi M2 polarizzati.

E gli effetti collaterali?
Secondo i primi risultati ottenuti non sono stati rilevati effetti collaterali di sorta. In particolare, ONA nonostante abbia il potenziale per essere utilizzato nelle forme di cancro farmaco-resistenti, non pare aver alcun effetto citotossico sulle cellule sane.

[1] Junko Tsuboki, Yukio Fujiwara, Hasita Horlad, Daisuke Shiraishi, Toshihiro Nohara, Shingo Tayama, Takeshi Motohara, Yoichi Saito, Tsuyoshi Ikeda, Kiyomi Takaishi, Hironori Tashiro, Yukihiro Yonemoto, Hidetaka Katabuchi, Motohiro Takeya, Yoshihiro Komohara. Onionin A inhibits ovarian cancer progression by suppressing cancer cell proliferation and the protumour function of macrophages. Scientific Reports, 2016; 6: 29588 DOI: 10.1038/srep29588