23 maggio 2017
Aggiornato 05:00
Alimentazione e salute

Celiachia, nel 20% dei casi non serve eliminare il glutine

Uno nuovo studio mostra come quasi il 20 percento dei bambini con malattia celiaca non guarisce con una dieta priva di glutine. Serve a qualcosa mangiare gluten free?

Celiachia e intolleranza al glutine (© Albina Glisic | shutterstock.com)

BOSTON – Un nuovo studio getta una luce diversa sulla necessità di mangiare gluten free in caso di celiachia. Secondo quanto emerso, infatti, il 20% dei bambini a cui è stato tolto il glutine dalla dieta, dopo un anno non è guarito.

Senza glutine serve?
Anche dopo un anno di dieta priva di glutine, quasi il 20 per cento dei bambini con diagnosi di celiachia continuano dunque ad avere anomalie intestinali (enteropatia). Le prove sono state ottenute su biopsie ripetute, e i risultati riportati nel Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition di Wolters Kluwer e organo ufficiale della Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica, Epatologia e Nutrizione e della società nordamericana per la Gastroenterologia pediatrica, Epatologia e Nutrizione. A questo punto, gli scienziati si domandano cosa sia davvero utile per contrastare la celiachia. A tal proposito, la dottssa. Maureen Leonard del MassGeneral Hospital for Children di Boston, commenta: «Questi risultati suggeriscono che è necessaria una rivisitazione dei criteri di monitoraggio e gestione della malattia celiaca nei bambini».

Nuove domande sulla necessità di eliminare il glutine
Eliminare il glutine diviene pertanto assolutamente necessario in caso di malattia celiaca o per guarirne? Certamente no, dato che eliminare un agente irritante non significa guarire ma solo tamponare la situazione. I dati ottenuti in laboratorio, poi, indicano che non si può prevedere quali bambini continueranno ad avere una persistente enteropatia celiaca nonostante una dieta priva di glutine.

Lo studio
I ricercatori statunitensi hanno analizzato i record di 103 bambini e adolescenti affetti da celiachia, e trattati in due centri medici. Poiché le persone celiache presentano un modello caratteristico di danno intestinale, che si ritiene essere causato da un’esposizione al glutine, una componente proteica contenuta nel frumento e in altri cereali. Come di prassi, uno degli interventi primari è l’eliminazione dalla dieta di tutti quegli alimenti che contengono glutine. Per questo, tutti i bambini dello studio avevano seguito una dieta gluten free per una media di circa 2,4 anni. Di questi, circa il 90% hanno seguito in modo eccellente la dieta.

Gli esami
Per valutare l’impatto della dieta senza glutine e la possibilità che questa possa guarire dalla celiachia, i partecipanti sono stati sottoposti a endoscopia intestinale e biopsia (prelievo di tessuto intestinale) per almeno due volte. La prima quando la malattia celiaca è stata diagnosticata, mentre la seconda dopo almeno un anno di dieta priva di glutine. I test si sono focalizzati sul persistente tasso di enteropatia celiaca, che è causa di danni alle cellule intestinali indotti dal glutine.

I risultati
I risultati della biopsia ripetuta hanno rivelato che vi era una persistente enteropatia celiaca nel 19% dei bambini, anzichenò. La necessità di ricorrere alla biopsia è stata dalla impossibilità di scovare la presenza di enteropatia in base alla presenza di sintomi tipici o con i livelli di IgA anti-transglutaminasi tissutale (tTG IgA), che è il test di laboratorio principale utilizzato per monitorare la malattia celiaca. Al momento della seconda biopsia, IgA tTG era elevato nel 43% dei bambini affetti da enteropatia persistente e nel 32% con biopsie normali.

L’esame che in questo caso non serve
Allo stesso modo, il ricorso alla biopsia ha rivelato che il solo esame IgA tTG non è sufficiente. I ricercatori sottolineano infatti come vi siano crescenti evidenze che molti adulti con malattia celiaca presentano enteropatia persistente, pur non avendo sintomi e normali livelli di IgA tTG. «Mentre gli effetti a lungo termine non sono noti, l’enteropatia persistente può predisporre i pazienti pediatrici con malattia celiaca a complicazioni future e una crescita non ottimale», scrivono Leonard e colleghi. Ma per sapere se escludere il glutine è servito a contrastare la celiachia e l’enteropatia persistente, i soli esami non bastano. È dunque necessaria la biopsia, avvertono i ricercatori. «Questi risultati suggeriscono la necessità non solo di una endoscopia come linea di base per confermare la diagnosi di celiachia, ma anche il prendere in considerazione una ripetizione della biopsia per valutare la remissione».