26 aprile 2017
Aggiornato 15:30
Salute

Addio cicatrici, ora la pelle si può rigenerare

Per la prima volta gli scienziati scoprono come far guarire le ferite senza che queste lascino delle cicatrici. Una rivoluzione che risolverà il problema di chi a causa di un incidente, un trauma, un intervento chirurgico o un taglio accidentale si troverebbe irrimediabilmente deturpato o comunque con un’antiestetica cicatrice

Cicatrici addio? (© Artem Furman | shutterstock.com)

STATI UNITI – A tutti sarà capito o potrebbe capitare di ritrovarsi con una brutta cicatrice sulla pelle. Che sia a causa di un intervento chirurgico, un taglio accidentale, un incidente o un trauma, quegli antiestetici sfregi che rimangono sulla pelle a volte possono segnare per sempre una persona – specie se si trovano in parti molto visibili del corpo.

Ora tutto potrebbe cambiare
Gli scienziati del Dipartimento di Dermatologia presso l’Università della Pennsylvania e dell’Università della California Irvine, potrebbero però dire la parola fine alle cicatrici. Il dottor George Cotsarelis e colleghi hanno infatti scoperto come far sì che le ferite guariscano senza che rimangano le cicatrici – rigenerando letteralmente la pelle – cosa impensata prima.

Manipolare il processo di guarigione
«Essenzialmente – spiega il dottor Cotsarelis della PU – siamo in grado di manipolare la guarigione della ferita in modo che conduca alla rigenerazione della pelle piuttosto che alle cicatrici. Il segreto è quello di rigenerare prima i follicoli piliferi. Dopo di che, il grasso rigenererà in risposta ai segnali provenienti da questi follicoli». Non a caso, il tessuto cicatriziale è così proprio perché non contiene non vi sono presenti cellule di grasso e nemmeno follicoli piliferi.

Diverso è per le piccole ferite
Se ci fate caso, quando ci si causa delle piccole ferite, queste guariscono senza lasciare tracce o cicatrici. Tutto ciò perché in questi casi sono presenti molte cellule di grasso, chiamate adipociti. Sono proprio queste che permettono ai due lembi di pelle di fondersi l’uno nell’altro una volta che la ferita sia guarita.

E diverso per le ferite più grandi
Nel caso invece di ferite più importanti, dove interviene il tessuto cicatriziale per rimediare, non vi è presenza di adipociti, ma di miofibroblasti – un altro tipo di cellule. Così, una volta che la ferità è guarita, non vi è fusione della pelle danneggiata, che lascia il posto alla cicatrice. Lo stesso tipo di processo è quello che avviene con l’invecchiamento della pelle, che perde gli adipociti e lascia su di essa quei tanto detestati solchi chiamati ‘rughe’.

La conversione
L’importante scoperta degli scienziati statunitensi è che i mio-fibroblasti possono essere convertiti in adipociti, per cui la pelle anziché divenire cicatriziale si rigenera e guarisce senza lasciare tracce – una cosa ritenuta possibile soltanto in alcuni anfibi e pesci. «I risultati mostrano che abbiamo un ventaglio di opportunità dopo il ferimento per influenzare il tessuto a rigenerarsi piuttosto che cicatrizzarsi», sottolinea il dottor Maksim Plikus, della UCI e coautore dello studio.

Lo studio
I ricercatori hanno osservato che i follicoli piliferi rilasciato una proteina di segnalazione chiamata proteina morfogenetica (BMP) non appena iniziano la formazione della nuova pelle. Questo processo è quello che in realtà ha convertito in adipociti i miofibroblasti della cicatrice. Quando i follicoli piliferi sono stati indotti a crescere durante il processo di guarigione di una ferita, la pelle risultante è stata trovata essere indistinguibile dalla pelle preesistente, ossia senza che vi fosse appunto una cicatrice. «In genere, i miofibroblasti sono stati ritenuti essere in grado di diventare un diverso tipo di cellule – precisa Cotsarelis – Ma il nostro lavoro dimostra che abbiamo la capacità di influenzare queste cellule, e che queste possono essere efficacemente e stabilmente trasformate in adipociti».

L’avvertenza
Sebbene i risultati siano stati eccezionali durante lo studio condotto su modello animale e su campioni di pelle umana, i ricercatori avvertono che in questa fase si tratta di un ‘proof of concept’, e che un’altra cosa è intervenire sulla crescita dei follicoli piliferi direttamente su un essere umano vivente, per cui si dovranno ancora studiare il processo e condurre studi più approfonditi. Ma, in ogni caso, la scoperta è destinata a rivoluzionare il campo della dermatologia e della cura delle ferite più significative. Lo studio completo è stato pubblicato su Science.