1 maggio 2017
Aggiornato 06:00
Alimentazione e salute

Nessun legame tra demenza, Alzheimer ed elevati livelli di colesterolo

Non è vero che alti livelli di colesterolo nel sangue, o mangiare alimenti come le uova, fanno venire la demenza o l’Alzheimer. Lo ribadisce una nuova ricerca finlandese

Le uova non fanno venire l'Alzheimer, ma anzi migliorano le funzioni cognitive (© Tanya Stolyarevskaya | shutterstock.com)

JOENSUU – I ricercatori dell’Università della Finlandia Orientale hanno sfatato il mito che alti livelli di colesterolo nel sangue, o alimenti come le uova (accusati di far aumentare il colesterolo), facciano aumentare il rischio di sviluppare la demenza o, peggio, la malattia di Alzheimer. Anzi, chi mangiava uova otteneva migliori risultati nei test della funzione cognitiva.

Niente allarmi
Alimenti ricchi di colesterolo, o altri ‘accusati’ di alzare i livelli di colesterolo nel sangue come per esempio le uova, non hanno alcun legame con il rischio di demenza o Alzheimer. Questo quanto asserito da uno studio finlandese pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition. Niente allarmi, dunque, per chi teme che il colesterolo lo possa portare a sviluppare questo tipo di malattie degenerative.

Anche se si ha la variante genetica
In particolare, i ricercatori hanno trovato che non vi era alcuna associazione tra il rischio di disturbi della memoria e la presenza nelle persone della variante del gene APOE4 che affligge il metabolismo del colesterolo. Le lipoproteine a bassa o alta densità, note come LDL o HDL, se assunte come colesterolo alimentare influenzano solo leggermente i livelli nel sangue nella maggior parte della popolazione, per cui secondo gli scienziati non hanno senso di esistere limitazioni sull’assunzione di colesterolo dietetico. Discorso a parte può riguardare le persone con malattie cardiovascolari serie che devono sempre seguire i consigli del proprio medico.

Lo studio
Per questo studio, i ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 2.497 uomini di età compresa tra i 42 e i 60 anni, senza diagnosi di disturbi della memoria. Tutti i partecipanti sono tuttavia stati oggetto di valutazione riguardo ai fattori di rischio per le malattie cardiache e ischemia. Durante il periodo di follow-up, durato ventidue anni, a 337 dei partecipanti è stato diagnosticato un disturbo della memoria, di cui 266 diagnosi di malattia di Alzheimer. Dei partecipanti allo studio, circa il 32,5% erano portatori di APOE4.

Le conclusioni
Al termine dello studio, i ricercatori hanno concluso che un elevato apporto di colesterolo alimentare non era collegato a un rischio di demenza o di malattia di Alzheimer nell’intera popolazione facente parte di uno studio ad hoc e nei portatori di APOE4. Infine, anche il consumo delle tanto ‘temute’ uova non è stato associato con il rischio di demenza o di Alzheimer ma, al contrario, è stato associato a migliori risultati in alcuni test di performance cognitiva.