23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Psicoterapia

Ansia e traumi, vincerli si può: ecco cos’è e come funziona l’ipnosi regressiva

È un metodo che ti aiuta a «viaggiare nel tempo» attraverso l’ipnosi. E molte sono le persone che sono riuscite a dire addio ad ansia, rabbia, tristezza e altre emozioni negative. Ma non è un metodo scientifico

Ipnosi regressiva (© Dean Bertoncelj | Shutterstock)

È una metodologia di cura considerata relativamente recente. Non è etichettata come scientifica, ma molte persone giurano di aver tratto numerosi benefici in seguito alle sedute. In linea di massima la terapia dovrebbe essere eseguita da uno psicoterapeuta ma, non essendoci leggi al riguardo, chiunque abbia fatto un corso idoneo può fare una seduta di ipnosi regressiva.

Cos’è l’ipnosi regressiva?
L’ipnosi regressiva è una tecnica basata sulla regressione che porterebbe il paziente – durante la seduta – ad andare a ritroso nel tempo attraverso stimolazioni del terapeuta. La persona riuscirebbe così a ricordare esperienze seppellite nell’inconscio, tramite una sorta di ipnosi.

A cosa serve l’ipnosi regressiva
L’ipnosi regressiva servirebbe a eliminare stati psicologici negativi e a risolvere eventuali traumi seppelliti nell’inconscio. In questo modo molte persone potrebbero liberarsi di ansia, depressione, rabbia e altri sentimenti o condizioni a essi associati.

Si arriva fino alle vite precedenti?
Secondo alcuni studiosi molte persone durante l’ipnosi regressiva sarebbero riuscite persino a descrivere delle loro vite precedenti. Molti – in particolare la comunità scientifica – ritiene che si tratti solo di autosuggestione. Tuttavia va detto che alcuni importanti ricercatori, tra cui Ian Stevenson, Professore di psichiatria all’Università della Virginia, si dedicano da moltissimi anni allo studio dei bambini che spontaneamente presentano memorie di vite precedenti.

Tutto falso?
I lavori di Ian Stevenson – riportati nei più autorevoli database scientifici sono riusciti a dimostrare che alcuni bambini che fin dalla primissima infanzia ricordavano vite precedenti, erano testimoni di fatti dimostrabili. Molti di questi, infatti, ricordavano nomi e luoghi reali. Grazie a tali particolari Stevenson in molti casi è riusciti a far incontrare i bambini con la dichiarata precedente famiglia: entrambi concordavano su eventi riguardanti la vita precedente. Queste sue analisi fanno pensare che in mezzo a tanta falsità, alcune regressioni sulle vite precedenti possano essere autentiche.

  • Sapevi che…?
    Stevenson è stato uno dei pochi ricercatori a notare che i bambini che ricordavano le loro vite passate spontaneamente, o sotto regressione, spesso presentavano delle voglie o macchie sulla pelle. Nel 90% dei casi ha potuto dimostrare che nel punto esatto dove c’era un segno sulla cute si era verificato un trauma fisico (per esempio una coltellata o un morso di serpente). Molti casi sono stati verificati in archivi storici. Luogo, età e morte corrispondevano a quanto dichiarato in vecchissimi archivi (a cui quasi nessuno può accedere).

Ci si può fidare quindi?
Ovviamente non sta a noi giudicarlo. Ciò che possiamo dirvi è che la scienza non è riuscita a trovare nessuna seria relazione attribuibile a vite passate. Di contro, si può affermare che i database scientifici riportano casi di bambini che ricordavano talmente tanti dettagli della propria vita passata – proprio come è accaduto durante i lavori di Stevenson – da non poter smentire che alcuni casi siano veri. Quello che è certo che nascono nuovi terapeuti come funghi e spesso se ne approfittano di persone altamente suggestionabili.

L’ipnosi regressiva per traumi passati
L’ipnosi regressiva pare funzionare anche per traumi verificatosi alcuni anni prima della terapia. Ripetiamo, non si tratta di una terapia scientificamente provata, però c’è chi giura di stare meglio. Suggestione? Forse! Ma se il risultato che si ottiene è positivo, va bene lo stesso.

Come funziona una seduta di ipnosi regressiva
Durante la prima seduta di ipnosi regressiva il paziente verrà per lo più sottoposto a un colloquio per comprendere il tipo di problema. Inoltre, l’ipnosi – che può essere eseguita solo da uno psicoterapeuta – non può essere praticata su tutti i soggetti. Una buona percentuale di persone, infatti, non riesce a entrare nel classico stato di trance. Nelle sedute successive il terapeuta può utilizzare diversi metodi per evocare il passato. Il più comune è l’immagine dell’ascensore. Quando l’ascensore è arrivato in fondo – durante l’ipnosi – il paziente comincia a vedere una scena all’apertura delle porte. Da questa inizia il viaggio verso i ricordi dimenticati.

Rivivere i ricordi
Ciò che siamo oggi è il risultato di ciò che eravamo ieri. Ecco perché il terapeuta guida il paziente nelle varie scene della propria mente, affinché possa trovare l’evento, la condizione o il momento che ha cambiato la propria vita. Ovviamente nessuno può affermare che il metodo possa funzionare sempre o che davvero la persona sia in grado di risalire a vite passate: è indubbio però che il tema ha un grande fascino e che molte persone ne hanno tratto benefici. Scientificamente provato o meno, a volte le persone hanno la grande necessità di aggrapparsi a qualcosa di alternativo proprio perché la medicina ufficiale – e quindi la scienza – non ha saputo risolvere i loro problemi. Quindi se un metodo non scientifico ci riesce, senza causare danni, ben venga.

[1] Int J Clin Exp Hypn. 2009 Jul;57(3):269-78. doi: 10.1080/00207140902881031. Experimental production of past-life memories in hypnosis. Pyun YD1, Kim YJ.

[2] Int J Clin Exp Hypn. 2015;63(3):365-72. doi: 10.1080/00207144.2015.1031557. Creating past-life identity in hypnotic regression. Pyun YD1.

[3] Explore (NY). 2008 Jul-Aug;4(4):244-8. doi: 10.1016/j.explore.2008.04.001. Children's reports of past-life memories: a review. Tucker JB1.