23 maggio 2017
Aggiornato 05:00
Psichiatria

Fumare fa male? Non sempre: a volte cura disturbi psichiatrici

La nicotina contenuta nel fumo di sigaretta sembra ridurre i sintomi di alcuni disturbi psichiatrici, compresa la schizofrenia

La nicotina cura disturbi psichiatrici (© Simone Mescolini | Shutterstock)

Il fumo di sigaretta fa male. Su questo non ci piove. Ma, secondo le ultimissime ricerche scientifiche, la nicotina svolgerebbe un ruolo riequilibrante su alcuni disturbi psichiatrici, in primis la schizofrenia. Ecco cosa hanno scoperto alcuni scienziati in merito a questa tanto discussa sostanza.

Ripristino delle funzioni cerebrali
Se da un lato la nicotina è accusata di causare dipendenza, dall’altro pare avere un impatto positivo sulle attività cerebrali, normalizzandole. La sua azione sarebbe specifica soprattutto per le persone che soffrono di problemi psichiatrici e schizofrenia. Pensate che poche persone soffrano di tale disturbo? Vi sbagliate di grosso: si contano ben 51 milioni di persone in tutto il mondo.

In pochi giorni tutto torna alla normalità
Durante lo studio gli scienziati sono riusciti a evidenziare come l’assunzione di nicotina quotidiana potesse ripristinare le funzioni cerebrali dei topi affetti da schizofrenia. Il tutto agiva in maniera lenta, ma nel giro di una settimana al massimo i pazienti erano guariti o, per lo meno, non evidenziavano i sintomi della schizofrenia.

  • Cos’è la schizofrenia?
    La parola schizofrenia deriva dal termine greco σχιζο che significa scissione e da ϕρενία (mente). Questa separazione della mente è un disturbo psichiatrico che colpisce la popolazione adulta. I sintomi principali sono allucinazioni, deliri e incoerenza del linguaggio. Per essere diagnosticata come schizofrenia, però, i sintomi devono perdurare per almeno 6 mesi e non si può parlare, quindi, di fenomeni temporanei.

Un nuovo possibile trattamento
«Dal momento che la somministrazione ripetuta di nicotina ripristina la normale attività alla corteccia prefrontale, lo studio potrebbe aprire la strada a un possibile bersaglio terapeutico per il trattamento della schizofrenia», ha detto dichiarato Uwe Maskos dell’Integrative Neurobiology of Cholinergic Systems Unit or Institut Pasteur – una fondazione privata francese senza scopo di lucro.

Il fumo di sigaretta: una forma di automedicazione
Scienziati hanno osservato che molti dei pazienti schizofrenici utilizzano il fumo di sigaretta come forma di automedicazione. In questo modo riescono a far tacere i sintomi tipici della patologia. In maniera senz’altro più leggera rispetto ai farmaci tradizionali che possono provocare anche letargie e demotivazione. Probabilmente questo è uno dei motivi per cui il 90 percento dei pazienti schizofrenici ha il vizio del fumo.

Cosa cambia nei pazienti schizofrenici?
I pazienti schizofrenici sembrano avere menomazioni della corteccia prefrontale, la zona cerebrale associata a memoria di lavoro, cognizione e decisioni. Ma non solo: è stato scoperto che un gene collegato al recettore nicotinico il CHRNA5 risulta modificato nei pazienti affetti da tale patologia. Esso è associato ai deficit cognitivi nei pazienti schizofrenici e la relativa dipendenza alla nicotina.

Lo studio
Durante lo studio gli scienziati hanno introdotto il gene modificato CHRNA5 nei topi allo scopo di indurre schizofrenia. Sono quindi riusciti a ridurre l’attività della corteccia prefrontale innescando i sintomi tipici della patologia. Sintomi notevolmente ridotti con la somministrazione quotidiana di nicotina. Lo studio è stato pubblicato su Nature Medicine.