23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Salute

Giornata Mondiale del Cancro: diventare madri dopo il tumore è possibile

Il Prof. Antonio Pellicer, Presidente IVI, fa il punto sui risultati raggiunti dalla ricerca scientifica e dalla pratica clinica nella crioconservazione degli ovociti in pazienti oncologiche. Per le donne affette dal tumore è ancora possibile diventare mamme

Anche dopo il tumore è possibile avere una gravidanza (© 10 FACE | shutterstock.com)

ROMA – Il 4 febbraio è la Giornata Mondiale contro il Cancro. Una malattia che, ancora oggi, deve essere sconfitta. Si stima che solo in Italia il cancro fa registrare un significativo incremento di pazienti: erano 2 milioni e 244 mila nel 2006 e sono aumentati sino a oltre 3 milioni nel 2016 [1]. Nel 2020 si prevede saranno 4 milioni e mezzo [1]. E, infine, ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore [1].

Il problema fertilità
Tra gli aspetti più delicati legati al cancro vi è quello della fertilità. Le cure oncologiche possono infatti compromettere la capacità riproduttiva delle pazienti: circa il 10% dei casi di cancro riguarda donne al di sotto dei 45 anni [2], per le quali è sempre più forte l’esigenza e la necessità di preservare il proprio potenziale riproduttivo.

Una grande opportunità
«La crioconservazione degli ovociti – commenta il Prof. Antonio Pellicer, Presidente IVI e co-direttore di Fertility and Sterility – rappresenta una grande opportunità per le pazienti oncologiche che, dopo aver affrontato una malattia grave come il tumore, non vogliono rinunciare al desiderio di diventare madri. La ricerca scientifica e la pratica clinica hanno fatto passi da gigante e oggi i tassi di successo che si ottengono dalla fecondazione in vitro che impiega ovociti congelati sono simili ai risultati ottenuti con ovociti freschi». [2]

Aumenta la sopravvivenza
La richiesta di preservare la fertilità va di pari passo con l’aumento dei tassi di sopravvivenza ai tumori. Sono due le neoplasie più frequenti: il nemico numero uno per gli uomini è il tumore della prostata, mentre per le donne è quello della mammella. I due tumori presentano però sopravvivenze a cinque anni di oltre il 90%, con percentuali ancora più elevate per i tumori che vengono diagnosticati allo stadio precoce [1].

Sensibilizzare
«In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro – sottolinea Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – vogliamo sensibilizzare le numerose donne che ricevono una diagnosi di tumore, e che ancora non hanno avuto figli, ad attivarsi subito per congelare i propri ovociti: il desiderio di genitorialità non deve essere, infatti, trascurato e messo da parte a fronte delle cure per sconfiggere la malattia. Dal 2007 a oggi presso i nostri Centri IVI sono nati 17 bambini da donne che hanno superato il tumore e sono oltre 850 le pazienti oncologiche che si sono rivolte a IVI per sottoporsi a un trattamento di vitrificazione degli ovuli per preservare la propria fertilità». In Spagna i centri IVI offrono a titolo gratuito la possibilità di conservare ovociti e sperma a tutti i pazienti oncologici, senza imporre vincoli sull’utilizzo degli stessi.

Bibliografia:
[1] Registro Airtum 2016
[2] Catrin E. Argyle et al, «Oocyte cryopreservation: where are we now?» – Human Reproduction Update,Vol 22,No. 4, 2016.