26 aprile 2017
Aggiornato 15:30
Strane sensazioni

Sentire un altro che mastica o respira può dare molto fastidio. È la misofonia

Quando si sentono alcuni suoni il cervello va in tilt, e alcuni proprio non sopportano di sentire un’altra persona che mastica o respira. Si chiama misofonia. Ecco perché accade tutto ciò

Misofonia, non si sopportano suoni come il masticare o il respirare di un altro (© pathdoc | shutterstock.com)

NEWCASTLE – I ricercatori britannici dell’Università di Newcastle hanno indagato sul perché certe persone proprio non sopportano di udire un altro che mastica o respira. Questo strano disturbo pare abbia un nome: è la misofonia, che affligge le persone che hanno poca tolleranza a specifici suoni. Fa andare il cervello in tilt e rende le persone molto irritate.

Non si è poco tolleranti
Forse a chi capita di sentire di non sopportare proprio quei ‘rumori’ sarà venuto il dubbio di essere poco tolleranti. Eppure, non lo si fa apposta, non si riesce davvero a tollerare il sentire per esempio masticare o respirare. Bene, a tutti coloro che soffrono di questo problema farò piacere sapere che il dottor Sukhbinder Kumar e colleghi hanno scoperto che c’è una causa neurobiologica per tutto questo. I soggetti che ne soffrono pare siano oggetto di anomalie strutturali e funzionali che si evidenziano in specifiche aree cerebrali.

La scoperta
Per arrivare alla loro scoperta, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di imaging cerebrale a risonanza magnetica (MRSI). Con questa tecnica hanno analizzato le possibili differenze strutturali e funzionali che vi erano tra soggetti ‘normali’ e i soggetti con misofonia. Mentre venivano monitorati e registrati i cambiamenti al livello cerebrale, i volontari sono stati sottoposti a una serie di test, che consistevano nell’essere esposti a suoni di diversa natura. I suoni erano stati suddivisi in tre categorie:
- neutri, come il suono della pioggia o il vociare di avventori in un bar affollato;
- spiacevoli come le grida di una persona o il pianto di un bambino;
- scatenanti o trigger, come quelli prodotti dalla masticazione o dalla respirazione che provocano reazioni forti in chi soffre di misofonia.

I risultati
Le immagini ricavate dalla MRSI hanno rivelato che all’ascolto dei diversi si verificavano connessioni anomale tra la porzione ventromediale della corteccia prefrontale (una specifica area del lobo frontale) e un’area coinvolta nell’elaborazione delle emozioni e nell’integrazione dei segnali provenienti dall’organismo e dal mondo esterno, chiamata corteccia insulare anteriore. Si è così scoperto che in chi soffre di misofonia, quando esposti a suoni scatenanti, aumenta l’attività in tutte e due le aree del cervello osservate. Al contrario, in chi non è misofonico l’attività aumenta solo nella corteccia insulare, mentre diminuisce nel lobo frontale.

Effetti anche sul corpo
I ricercatori ritengono che queste due diverse reazioni indichino che vi è un’anomalia nel meccanismo fisiologico che tende a sopprimere una normale reazione ai suoni. L’effetto è talmente potente a livello fisiologico che i misofonici registrano anche un aumento del battito cardiaco e della sudorazione. «I pazienti con misofonia hanno caratteristiche cliniche straordinariamente simili – sottolinea il dottor Kumar – ma nonostante ciò la sindrome non è riconosciuta come tale: questo studio mostra quali siano i cambiamenti critici che avvengono nel cervello, e potrà convincere la comunità medica scettica che si tratta di un vero disturbo. Per molte persone con misofonia – conclude il ricercatore – potrebbe essere una buona notizia, perché per la prima volta abbiamo dimostrato una differenza nella struttura e nella funzionalità cerebrale di chi ne soffre: ciò indica anche una strada per possibili interventi terapeutici e incoraggia la ricerca di meccanismi simili in altre condizioni caratterizzate da reazioni emotive anomale». Lo studio è stato pubblicato su Current Biology.