24 aprile 2017
Aggiornato 01:30
Salute

Tumori seno e ovaio: no al ticket per le positive ai test predittivi

La mozione approvata dal Senato, ora impegna Governo a valutare la possibilità dell'esenzione dal ticket per le donne pazienti oncologiche

Esenzione dal ticket per le pazienti oncologiche positive ai test? (© Photographee.eu | shutterstock.com)

ROMA - La mozione per l'esenzione dal ticket per le donne pazienti oncologiche è stata approvata dall'Aula del Senato la mozione bipartisan presentata dalla Senatrice Maria Rizzotti e firmata da molti componenti della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato che sancisce l'impegno del Governo a «valutare l'utilità e la possibilità di impegnare e destinare le risorse economiche e ad adottare tutte le misure, anche attraverso accordi all'interno della Conferenza Stato-Regioni, al fine di assicurare l'uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale per l'esenzione dal ticket, riservata già da alcune Regioni, alle portatrici di mutazioni patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2, garantendo il rispetto del diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione».

«Questa mozione è stata fortemente voluta da Salute Donna Onlus e dalle altre 12 Associazioni di pazienti oncologici aderenti al Progetto "La Salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere" e al lavoro di membri dell'Intergruppo parlamentare - ha dichiarato Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus - ringrazio la Senatrice Maria Rizzotti e tutti i membri della XII Commissione Sanità del Senato che il 23 giugno scorso hanno presentato la mozione, lottando a lungo per la sua calendarizzazione».

Il carcinoma della mammella resta la prima causa di morte tra le donne tra i 40 e i 50 anni. La mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 accresce rispettivamente il rischio di cancro al seno e alle ovaie e le donne portatrici di mutazioni di tali geni hanno un'elevata probabilità (circa il 60%) di sviluppare un tumore mammario nell'arco della vita. Le mutazioni di tali geni conferiscono anche un rischio di carcinoma ovarico tubarico stimato nell'ordine del 40% per il BRCA1 e del 20% per il BRCA2.

Lo screening per il BRCA1 e BRCA2 è strategico per ridurre il rischio delle donne positive, ma risulta oneroso per le pazienti a causa dei ticket di compartecipazione alla spesa degli esami strumentali e delle tecniche di laboratorio.
«L'esenzione del ticket comporterà logicamente la necessità di reperire nuove risorse all'interno dei bilanci delle Regioni - ha aggiunto Annamaria Mancuso - la nostra azione richiede un'attenzione particolare dello Stato su questo tema e il trasferimento di risorse specifiche per garantire l'uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale».

Veneto e Piemonte - sottolinea l'associazione - stanno ragionando su questo tema e ci sono buone possibilità che esse seguano la strada di Lombardia ed Emilia-Romagna. Nelle altre Regioni italiane però tutto tace; è intenzione del Progetto "La Salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere" attraverso gli Interruppi parlamentari nazionali e regionali, di sollevare il tema a più livelli di vigilare concretamente sull'impegno preso dal Governo.