23 maggio 2017
Aggiornato 05:00
Salviamo i bambini

L’Oms: 1,7 milioni di bambini morti ogni anno per l’inquinamento

L’aria delle città è sempre più irrespirabile. Lo dimostrano anche i provvedimenti presi dai Comuni nell’ultimo mese nel vietare o limitare la circolazione. Questo stato delle cose, secondo l’Oms è causa di milioni di morti tra i bambini ogni anno, a cui si accompagnano quelli morti per la carenza di servizi igienico-sanitari e il fumo di seconda mano

Inquinamento dell'aria e domestico uccidono i bambini (© gorillaimages | shutterstock.com)

GINEVRA – Bambini sotto assedio e in balia dell’ambiente in cui sono costretti a vivere. Questo stato cose causa la morte di 1,7 milioni di bimbi al di sotto dei 5 anni, secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Uno su quattro
Le cifre allarmanti sulla mortalità infantile fornite dall’Oms ci dicono che «più di 1 su 4 decessi di bambini sotto i 5 anni di età sono attribuibili ad ambienti insalubri». Ogni anno, si legge nel rapporto, i rischi ambientali come l’inquinamento dell’aria interna ed esterna, il fumo di seconda mano o passivo, l’acqua non potabile, la mancanza di servizi igienico-sanitari e igiene inadeguata costano la vita a 1,7 milioni di bambini sotto i 5 anni.

I maggiori killer
Le due relazioni presentate dall’Oms tracciano il quadro della situazione salute e mortalità infantile. Nella prima relazione, intitolata ‘Inheriting a Sustainable World: Atlas on Children’s Health and the Environment’ si scopre che la diarrea, la malaria e la polmonite sono ancora una delle cause più comuni di morte nei bambini di età compresa tra 1 e 5 anni. Ma queste causa sono in realtà prevenibili con interventi noti per ridurre rischi ambientali, come l’accesso all’acqua potabile e l’uso di combustibili sicuri per la cottura. «Un ambiente inquinato è mortale, in particolare per i bambini – spiega Margaret Chan, direttore generale dell’OMS – Il loro organi e il sistema immunitario ancora in fase di sviluppo, e corpi e vie respiratorie più piccoli, li rendono particolarmente vulnerabili all’aria e l’acqua inquinate».

Danneggiati già prima della nascita
La relazione dell’Oms evidenzia come spesso l’esposizione ad agenti dannosi per i bambini inizi già quando ancora sono nel grembo materno. Queste condizioni possono, tra l’altro, aumentare il rischio di parto prematuro. Oltre a ciò, quando siano esposti a inquinamento atmosferico e fumo di seconda mano interni ed esterni, neonati e bambini in età prescolare hanno «un aumento del rischio di polmonite durante l’infanzia, e un aumento del rischio per tutta la vita delle malattie respiratorie croniche, come l’asma. L’esposizione all’inquinamento atmosferico può anche aumentare il rischio permanente di malattie cardiache, ictus e cancro».

Le 5 maggiori cause di morte nei bambini sotto i 5 anni legate all’ambiente
La seconda relazione, di accompagnamento, denominata ‘Non inquinano il mio futuro! L’impatto dell’ambiente sulla salute dei bambini’ (Don’t pollute my future! The impact of the environment on children’s health), fornisce una panoramica completa dell’impatto dell’ambiente sulla salute dei bambini, che illustra la portata della sfida. Ogni anno:
- 570mila bambini sotto i 5 anni muoiono per infezioni respiratorie, come la polmonite, attribuibili all’inquinamento dell’aria interna ed esterna, e il fumo di seconda mano.
- 361mila bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di diarrea, come risultato di scarso accesso all’acqua potabile, servizi igienico-sanitari e di igiene.
- 270mila bambini muoiono durante il loro primo mese di vita per diverse condizioni, tra cui prematurità, che potrebbero essere evitate attraverso l’accesso all’acqua pulita, servizi igienico-sanitari, e l’igiene nelle strutture sanitarie oltre a ridurre l’inquinamento atmosferico.
- 200mila decessi di bambini sotto i 5 anni causati dalla malaria potrebbero essere evitati attraverso azioni ambientali, come la riduzione dei siti di riproduzione delle zanzare o con il coprire lo stoccaggio di acqua potabile.
- 200mila bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di lesioni involontarie attribuibili all’ambiente, come l’avvelenamento, cadute e annegamento.

Le minacce per la salute dei bambini ambientali attuali ed emergenti
«Un ambiente inquinato si traduce in un pesante tributo sulla salute dei nostri figli – spiega Maria Neira, Direttore OMS, Dipartimento di Sanità Pubblica, Ambiente e determinanti sociali della salute – Investire nella rimozione dei rischi ambientali per la salute, come il miglioramento della qualità delle acque o l’utilizzo di carburanti più puliti, si tradurrà in benefici per la salute di massa».

Il problema dei cellulari
Vi sono per esempio dei rischi ambientali emergenti come i rifiuti elettrici ed elettronici – tra cui i vecchi cellulari – che impropriamente riciclati espongono i bambini a sostanze tossiche. Questo può portare a una riduzione delle capacità cognitive e di intelligenza, deficit di attenzione, danni ai polmoni, e il cancro. La generazione di rifiuti elettrici ed elettronici si prevede che aumenterà del 19% tra il 2014 e il 2018, con 50 milioni di tonnellate entro il 2018, si legge nella relazione dell’Oms.

I cambiamenti climatici
A favorire l’aumento dei livelli di biossido di carbonio e delle temperature sono i cambiamenti climatici. Tutto questo favorisce anche una maggiore presenza di pollini nell’aria, che è associata con un aumento dei tassi di asma nei bambini. In tutto il mondo, l’11-14% dei bambini dai 5 anni in su attualmente riporta sintomi di asma e si stima che il 44% di questi siano legati a esposizioni ambientali. L’inquinamento atmosferico, fumo di tabacco di seconda mano, e la muffa al coperto e l’umidità rendono l’asma più grave nei bambini, riporta ancora la relazione. Oltre a questi fattori a contribuire a problemi come diarrea o polmonite vi è l’impossibilità ad accedere a servizi basilari come l’acqua potabile o l’uso di combustibili puliti.

Accerchiati da sostanze chimiche tossiche e nocive
Secondo la relazione dell’Oms i bambini sono anche esposti a sostanze chimiche nocive attraverso il cibo, l’acqua, l’aria e altri prodotti che li circondano. «Sostanze chimiche, come fluoro, piombo e mercurio nei pesticidi, inquinanti organici persistenti e altri in manufatti, alla fine trovare la loro strada nella catena alimentare. E, mentre la benzina con piombo è stata gradualmente eliminata quasi interamente in tutti i Paesi, il piombo è ancora diffuso in vernici, e colpisce lo sviluppo del cervello».

Bisogna rendere sicuri i luoghi in cui vivono i bambini
La proposta dell’Oms – che è ormai una necessità – è quella di rendere tutti i luoghi sicuri per i bambini. Per questo è necessario ridurre l’inquinamento dell’aria sia all’interno delle case che all’esterno. Rendere l’acqua potabile e migliorare i servizi igienico-sanitari e l’igiene (anche in strutture sanitarie in cui le donne partoriscono). E poi proteggere le donne incinte dal fumo di tabacco di seconda mano, e costruire ambienti più sicuri, in grado di prevenire i decessi e le malattie dei bambini.