23 maggio 2017
Aggiornato 20:30
Alimentazione e salute

La dieta senza glutine o gluten-free aumenta il rischio di diabete

Attenzione a escludere il glutine dalla propria dieta senza un valido motivo. Secondo un nuovo studio la dieta gluten-free da aumentare in modo significativo il rischio di ammalarsi di diabete

La dieta gluten-free può esporre al rischio diabete (© Pixelbliss | shutterstock.com)

MASSACHUSETTS – I ricercatori dall’Università di Harvard hanno condotto un nuovo studio in cui si evidenzia come una dieta a basso apporto o senza glutine può aumentare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Meglio evitare
Sono molti ormai – e finalmente – i medici e gli esperti che mettono in guardia dall’eliminare (o limitare) l’apporto di glutine dalla propria dieta quando non ve ne sia fondato motivo – accertato dal medico. Molte persone, infatti, si autodiagnosticano una fantomatica intolleranza in base ad alcuni sintomi di cui soffrirebbero; altri addirittura si fanno attirare dalla ‘moda’ del gluten-free, e arrivano appunto a escludere questa proteina dalla propria dieta. Ma i rischi ci sono. E tra questi, anche quello di ammalarsi di diabete.

Nessun beneficio
La ricerca scientifica ha ormai dimostrato che la riduzione del consumo di glutine in soggetti senza malattia celiaca non fornisce alcun beneficio per la salute a lungo termine. E lo studio presentato alla Sessione Scientifica 2017 dell’American Heart Association Epidemiology and Prevention/Lifestyle and Cardiometabolic Health, mostra come la dieta senza glutine può anche essere deleteria. «Abbiamo voluto determinare se il consumo di glutine può influenzare la salute nelle persone con nessuna apparente ragione medica per evitare il glutine – ha spiegato il dott. Geng Zong, ricercatore nel dipartimento di nutrizione dell’Università di Harvard T.H. Chan T.H. Chan School of Public Health – Gli alimenti gluten-free contengono spesso meno fibra alimentare e altri micronutrienti [vitamine e minerali], che li rende meno nutrienti, e inoltre tendono a costare di più. Le persone senza la malattia celiaca – prosegue l’esperto – devono riconsiderare l’aver limitato l’assunzione di glutine al fine di prevenire malattie croniche, soprattutto il diabete».

Lo studio
Per l’occasione, i ricercatori hanno condotto un largo studio di coorte, includendo i dati relativi a tre precedenti studi che hanno coinvolto oltre 4 milioni di persone. I partecipanti sono stati seguiti dal 1984 al 1990 e dal 2010 al 2013.

I risultati
L’analisi dei dati raccolti ha permesso di osservare come la maggior parte dei partecipanti assumessero una quantità giornaliera di glutine inferiore a 12 grammi. Ma, durante i 30 anni di follow-up, le persone che avevano assunto il glutine presentavano un più basso rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Le persone che avevano limitato o escluso dalla propria dieta il glutine, in genere assumevano meno fibra vegetale che è nota per essere un fattore protettivo per il diabete di tipo 2. In linea generale, i ricercatori hanno scoperto che con un’assunzione pari o maggiore del 20% del consumo giornaliero di glutine i partecipanti avevano avuto un 13% meno rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto ai partecipanti che assumevano la quantità minima giornaliera di glutine. Insomma, se non ci sono seri motivi medici per escludere il glutine dalla propria dieta è meglio non farlo, pena la propria salute.