23 aprile 2017
Aggiornato 13:30
Occhi e intelligenza

L’intelligenza si rivela dagli occhi: dipende dalle pupille

Gli occhi potrebbero rivelare se e quanto siamo intelligenti. In particolare le pupille sarebbero la spia del nostro quoziente intellettivo: e più sono grandi, più saremmo intelligenti. È ora di guardarsi allo specchio

La grandezza della pupilla sarebbe indice di intelligenza (© Bo Valentino | shutterstok.com)

STATI UNITI – ‘Occhi specchio dell’anima’ si usava dire, ma oggi si potrebbe dire ‘occhi specchio dell’intelligenza’. È infatti quanto afferma un nuovo studio americano che letteralmente vede nella grandezza delle pupille la spia del quoziente intellettivo di una persona.

Il segreto
C’è un’area che lega pupilla e cervello, e che si chiama locus coeruleus. Sarebbe questa, secondo gli scienziati del Georgia Institute of Technology, a essere coinvolta nell’intelligenza di una persona e a rivelarne la misura. E, secondo lo studio pubblicato su Cognitive Psychology, più la pupilla dell’occhio è grande, più una persona è intelligente.          

Lo studio
Per giungere a queste conclusioni, lo psicologo Jason S. Tsukahara e colleghi hanno analizzato la relazione esistente tra l’estensione della pupilla e le capacità cognitive di un gruppo di 512 soggetti. Tutti i partecipanti sono poi stati sottoposti a dei test per misurare il quoziente intellettivo e le facoltà mentali. Nello specifico, i ricercatori hanno inteso misurare le cosiddette ‘memoria di lavoro’ e ‘intelligenza fluida’ che, rispettivamente, sono parte della memoria a breve termine (che interviene quando dobbiamo ricordare un qualcosa che ci serve nell’immediato, come per esempio un numero di telefono) e la capacità di pensare in modo logico (e per esempio, sapere come agire in situazioni nuove).

Ma le pupille…
Se ognuno di noi sa che le pupille si dilatano normalmente quando si è in presenza di poca luce, quello che invece non si sapeva è che vi sono pupille che divengono (o sono) più grandi di altre. Proprio questa peculiarità farebbe la differenza. «A partire dal 1960, è diventato evidente per gli psicologi che la dimensione della pupilla è legata alla maggiore quantità di luce che entra negli occhi – spiegano i ricercatori – Il diametro pupillare riflette anche processi mentali interni. Per esempio, in un semplice compito capacità di memoria, la dimensione della pupilla tiene traccia con precisione dei cambiamenti a carico della memoria, dilatandosi a ogni nuovo elemento memorizzato e restringendosi a ogni elemento che viene successivamente ricordato».

I risultati
Al termine dei test, i risultati hanno evidenziato come chi aveva totalizzato punteggi più alti avesse anche pupille più estese rispetto a coloro che invece avevano avuto performance cognitive peggiori. «La ricerca in neuroscienze ha dimostrato una stretta associazione tra le dimensioni della pupilla con l’attività del sistema coeruleus-norepinefrina locus», sottolineano Tsukahara e colleghi. Il ruolo chiave, tuttavia, pare giocarlo la noradrenalina che rende i neuroni più sensibili ai segnali in arrivo – sia eccitatori che inibitori. Questa condizione farebbe sì che persone più intelligenti siano anche più sensibili ai segnali eccitatori e inibitori del sistema neurale. I due processi: maggiori livelli di noradrenalina e pupille più grandi, farebbero dunque la differenza tra minore o maggiore intelligenza – il tutto passando attraverso il rapporto tra pupille e il locus coeruleus, che sua volta comunica con il lobo prefrontale, sede delle funzioni cognitive superiori.