23 marzo 2017
Aggiornato 15:00
Antibiotici e batteri

C’è un nuovo farmaco contro i superbatteri resistenti agli antibiotici

Scoperto il tallone d’Achille dei batteri resistenti. Lo ha fatto un team danese coordinato dall’italiano Luca Guardabassi. Si aprono nuove insperate possibilità di combattere un’emergenza sanitaria mondiale

Nuovi antibiotici in arrivo? (© Sirirat | shutterstock.com)

COPENAGHEN – Scienziati dell’Università di Copenaghen (Danimarca) e la Ross School University hanno scoperto il tallone di Achille dei superbatteri resistenti agli antibiotici. Il nuovo, innovativo farmaco sviluppato è in grado di ripristinare la vulnerabilità di questi batteri che, di fatto, divenivano ‘intoccabili’ dai farmaci. Si aprono nuove possibilità di cura.

I due batteri killer
Per ora, lo studio pubblicato su Scientific Reports e Antimicrobial Agents and Chemotherapy, e coordinato dall’italiano dottor Luca Guardabassi (Dipartimento di Clinica Veterinaria), rivela come il nuovo farmaco sia attivo con due noti batteri killer: il Klebsiella pneumoniae (MDR), che causa polmoniti letali e l’Escherichia coli.

Una tecnica all’avanguardia
Utilizzando una tecnologia all’avanguardia nel campo della genomica, i ricercatori hanno misurato come ogni singolo gene batterico contribuisce alla resistenza agli antibiotici, si legge nel comunicato dell’Università. Il che porta all’identificazione di diversi geni che sono vitali per la sopravvivenza di MDR K. pneumoniae in presenza di colistina – che è l’ultima spiaggia per il trattamento antibiotico delle infezioni causate da questi batteri.

Inattivare i geni
I ricercatori sono riusciti a dimostrare che l’inattivazione di uno di questi geni (dedA), ha reso il batterio resistente MDR K. pneumoniae del tutto sensibile all’antibiotico colistina. Allo stesso modo, i ricercatori hanno scoperto geni simili che, quando inattivati, ripristinano la suscettibilità agli antibiotici beta-lattamici di MDR E. coli. «La nostra scoperta – spiega Guardabassi – dimostra che i superbatteri resistenti non sono invincibili. Hanno un ‘tallone d’Achille’, e ora sappiamo come sconfiggerli».

Nuove possibilità di cura
La scoperta del team di ricercatori apre nuove prospettive sulla possibilità di sconfiggere i superbatteri resistenti mediante la combinazione di antibiotici con farmaci ‘aiuto’ che invertono la resistenza agli antibiotici – riporta il comunicato. Questo tenuto conto che ogni anno in Europa muoiono più di 25mila persone a causa di infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. Si sima poi che nel 2050 la resistenza agli antibiotici sarà causa di 10 milioni di morti ogni anno.

Le attuali armi
A oggi gli inibitori della β-lattamasi sono l’unico tipo di farmaci ‘aiuto’ utilizzati nella pratica clinica. Il funzionamento di questi farmaci è quello di invertire la resistenza antibiotica inibendo l’enzima batterico responsabile della degradazione di antibiotici β-lattamici. A differenza di questi, il nuovo approccio dei ricercatori si basa sul non essere direttamente implicati nel meccanismo di resistenza agli antibiotici, per cui si può agire su tutti i batteri, inclusi ceppi sensibili e resistenti. «In contrasto con gli inibitori beta-lattamasi – sottolinea Guardabassi – i farmaci antibiotici di supporto concettualizzati dalla nostra ricerca potrebbero anche migliorare l’efficacia dell’antibiotico ‘aiuto’ [helper] contro i ceppi sensibili. Questa è una caratteristica allettante per un farmaco ‘helper’ in quanto ridurrebbe il rischio di fallimento del trattamento a causa di fattori diversi di resistenza agli antibiotici (per esempio biofilm, immunosoppressione ecc.), consentendo una riduzione della dose di antibiotici tossici come colistina, e forse anche prevenire il manifestarsi di mutazioni resistenti».