24 aprile 2017
Aggiornato 23:00
Ricerca

Alzheimer, i neuroni della dopamina dietro a deficit motivazionali e gratificazione

Ricercatori italiani del Cnr dimostrano con uno studio che dietro ai deficit motivazionali e di gratificazione (e nella depressione) nella malattia di Alzheimer vi sarebbe una disfunzione dei neuroni cerebrali del sistema della dopamina

Scoperto cosa potrebbe esserci dietro alla depressione nell'Alzheimer (© Africa Studio | shutterstock.com)

ROMA – La malattia di Alzheimer si presenta anche con sintomi quali deficit motivazionali e di gratificazione. Ma, a causare questi problemi vi sarebbe una disfunzione dei neuroni cerebrali del sistema della dopamina, in particolare in un’area del cervello chiamata ‘area tegmentale ventrale del mesencefalo’. Questo quanto scoperto dai ricercatori italiani in uno studio pubblicato su Nature Communications.

Lo studio
Ad aver condotto lo studio su modello animale è stato un team di ricerca, di cui fa parte anche il dottor Roberto Coccurello dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia (Ibcn) del Cnr presso la Fondazione S. Lucia di Roma. Gli scienziati sono riusciti a dimostrare per la prima volta che nella malattia di Alzheimer vi è una perdita selettiva di questi neuroni dopaminergici, che si presenta tanto maggiore quanto più avanzata è l’età dell’animale. Il fenomeno appare dunque avere una evidente natura progressiva e degenerativa.

Cosa accade
Nella nota del Cnr si riporta come, nello specifico, si sia scoperto «che la degenerazione di queste cellule dopaminergiche, a sua volta, comporta una riduzione dell’attività di comunicazione tra neuroni in aree cerebrali fondamentali sia per i disturbi di memoria sia per i deficit non cognitivi presenti nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer, in particolare in aree del cervello chiamate ‘ippocampo’ e ‘nucleo accumbens’».

Dietro alla depressione
Come si sa, i pazienti con Alzheimer spesso soffrono di depressione. E ora, tra le varie cause possibili si va a inserire proprio la scoperta italiana, in cui la perdita selettiva di cellule dopaminergiche durante lo sviluppo della malattia si è trovato «colpire non solo la sfera cognitiva, ma anche la capacità di elaborare esperienze gratificanti che tanta parte giocano nei disturbi di tipo depressivo presenti nei pazienti Alzheimer».
L’Ibcn-Cnr ha contribuito significativamente a questo eccellente risultato scientifico, dimostrando che la degenerazione di queste cellule della dopamina è responsabile dei deficit motivazionali e di gratificazione presenti nel modello di malattia di Alzheimer, conclude la nota.