27 maggio 2017
Aggiornato 00:30
Viver bene

Odi qualcuno? Ecco cosa accade al tuo cervello mentre lo fai

Con l’odio, nel nostro cervello si attivano, inaspettatamente, le stesse aree dell’amore. Forse i due sentimenti hanno qualcosa in comune

Cosa accade quando provi odio (© Syda_Productions | Shutterstock)

A chi non è mai capitato di essere in collera con qualcuno? A volta però la rabbia raggiunge vette inaspettate arrivando a vere e proprie forme di odio. Ma vi siete mai chiesti cosa accade al vostro cervello quando provate un sentimento simile?

L’amore fa bene al cuore ma l’odio…
Gli effetti dei sentimenti positivi fanno bene al cuore e persino alla salute, ci spiega la scienza odierna. Ma se l’amore ci dona una sensazione di benessere, al contrario l’odio crea danni. Ma non solo: interagendo con specifiche aree cerebrali può attivare anche situazioni utili alla nostra sopravvivenza.

Ti odio!
Ci sono sentimenti che sono più forti di noi, che nascono dal profondo del nostro cuore e che non riusciamo a controllare in alcun modo. Quale più dell’odio possiede tali caratteristiche? Quando non possiamo né vedere né sopportare una persona per ciò che ci ha fatto, dentro di noi si scatenano un mix di sentimenti tutt’altro che positivi. E difficilmente riusciamo a nasconderlo per tanto tempo. Ma la domanda che si sono posti alcuni scienziati è: come facciamo a generare odio e cosa accade dentro di noi quando lo proviamo?

I circuiti dell’odio
Gli scienziati si stanno dando molta pena per mappare le varie aree cerebrali evidenziando quelle che si attivano durante vari eventi della nostra vita. Perché non cercare, quindi, quelli associati all’odio? Per fare questo i neurologi del Wellcome Laboratory of Neurobiology dell’University College of London hanno sottoposti alcuni volontari a una risonanza magnetica mentre provavano questo genere di sentimento.

Un campo di guerra
I professori Semir Zeki e John Romaya hanno scoperto che mentre i volontari provano odio verso alcune persone rappresentate in foto, venivano attivate alcune zone relative alla subcorteccia (Putamen e Insula) e della corteccia frontale. La prima è la sede dei sentimenti primitivi, mentre la seconda è correlata alla razionalità e al pensiero.

Odio o amore?
Vi è mai capitato di odiare fortemente una persona che avevate amato fino a pochi minuti prima? Sicuramente sì. Ed è uno po’, se vogliamo, la stessa tesi di Catullo che nel suo ‘Odi et amo’, che racconta: «Odio e amo. Forse mi chiederai come io faccia». Il poeta Latino esponeva già secoli fa la relazione e il connubio di due sentimenti apparentemente contrastanti. Sentimenti che, grazie alla scienza, sappiamo essere due facce della stessa medaglia.

I circuiti dell’odio e dell’amore
Come detto, i ricercatori hanno scoperto che durante l’odio vengono attivate due precise zone della subcorteccia: Putamen e Insula. In studi precedenti, tuttavia, gli stessi scienziati hanno notato che tali aree si ‘accendono’ anche durante l’amore. Come può accadere tutto questo? «Putamen e insula sono entrambi attivati dall’amore. Il putamen può infatti essere coinvolto nella preparazione di atti aggressivi in un contesto romantico, in presenza di un rivale, per esempio. Per quanto riguarda l’insula, studi precedenti suggeriscono che viene attivata in risposta a segnali di agitazione e ansia», spiega Zeki.

Non esiste alcuna differenza tra amore e odio?
Ovviamente qualche differenza c’è e la spiega il prof. Zeki: «Nel cervello, la distinzione fra odio e amore è che nel secondo caso vengono disattivate ampie sezioni della corteccia cerebrale associate alla ragionevolezza e al giudizio. Nel caso dell’odio, la zona inattiva è più ridotta. Questo probabilmente anche perché per danneggiare qualcuno è necessario calcolare attentamente le proprie mosse». I risultati della ricerca sono stati pubblicati su PlosOne.