25 aprile 2017
Aggiornato 04:30
Mamme e papà

Rosolia in gravidanza: pericoli e prevenzione

Nonostante le vaccinazioni, la possibilità che qualcuno abbia già contratto la malattia da piccolo, sono molte le persone, anche adulte, ancora a rischio infezioni come quella da Morbillo, Varicella o Rosolia. Specie quest’ultima, se contratta in gravidanza, può mettere a serio rischio lo sviluppo del feto

I test prenatali sono importanti (© Sorgente.com)

Un tempo le malattie esantematiche si facevano tutte, o quasi, da bambini. Poi sono arrivati i vaccini e il numero di infezioni è drasticamente calato. La profilassi ha dunque ridotto il rischio di contrarre certe infezioni che, spesso, possono essere problematiche se sviluppata da adulti. È il caso della rosolia, che se contratta in gravidanza potrebbe compromettere lo sviluppo del feto.

L’importanza dello screening
«Sottoporsi a test di screening o diagnosi prenatale (come la villocentesi) è fondamentale – spiegano gli esperti di Sorgente – Tuttavia, tutte le donne che desiderano avere un figlio dovrebbero già sottoporsi a dei controlli per capire se siano immuni ad alcuni virus potenzialmente pericolosi in gravidanza, come appunto quello della rosolia».

La rosolia
E' una malattia infettiva causata dal virus Rubeovirus. È a trasmissione aerea, ovvero si propaga attraverso starnuti, tosse e saliva. Si manifesta solitamente con la comparsa di un esantema, un’eruzione cutanea caratterizzata dalla presenza di piccole macchie rosacee, simili a quelle del morbillo o della scarlattina. La malattia rimane in incubazione per circa 2-3 settimane[1]. Dopo questo periodo inizia generalmente a manifestarsi l’esantema, inizialmente su viso e collo e poi sul resto del corpo e può durare anche fino a 10 giorni. Altri sintomi prevedono mal di testa, febbre, ingrossamento dei linfonodi e raffreddore. Tuttavia, nel 50% dei casi i sintomi sono poco evidenti o assomigliano a quelli di un normale raffreddore per cui spesso la malattia passa inosservata[2].

Un pericolo per il feto
La rosolia è una malattia che in genere non causa troppi problemi. Ma se contratta in gravidanza questa può risultare estremamente dannosa per il feto. In questa circostanza il feto viene colpito dalla ‘sindrome da rosolia congenita’. I danni maggiori si presentano quando la gestante contrae la rosolia durante i primi 4 mesi di gestazione[3]. In questo caso le conseguenze possono essere aborto spontaneo, morte intra-uterina o lo sviluppo di gravi malformazioni e difetti congeniti. Alcune ricerche scientifiche hanno rilevato che il 62% dei feti colpiti da rosolia sviluppano anomalie congenite, come sordità (nel 47% dei casi), lesioni cardiache (nel 42%), difetti della vista (sempre nel 42%) e microcefalia (nel 14%)4.

Esiste una cura?
A oggi non esiste una cura contro la rosolia, ma è possibile attuare strategie di prevenzione con la vaccinazione. È consigliato alle donne che pianificano una gravidanza di verificare il prima possibile se sono immuni o meno al Rubeovirus eseguendo un semplice test sul sangue chiamato Rubeotest. In caso la donna non abbia mai contratto la rosolia e non sia immune, il Rubeotest verrà effettuato periodicamente durante tutta la gravidanza. È dunque di vitale importanza affidarsi a un ginecologo di fiducia così da definire il proprio percorso di screening prenatale che comprenda dei test per verificare il proprio stato di salute. Se vuoi saperne di più sui test di screening prenatale non invasivi visita www.testprenataleaurora.it.

Fonti
1. The New Harvard Guide to Women’s Health - Di Karen J. Carlson, Stephanie A. Eisenstat, Terra Diane Ziporyn
2. epicentro.iss.it
3. CDC – Centers for Disease Control and Prevention
4. Encyclopedia of Thoracic Surgery / Handbuch Der Thoraxchirurgie: Band / Volume 2: Spezieller Teil 1 / Special, Parte 1 - Ernst Derra, Springer Science & Business Media, 06 dic 2012.