23 maggio 2017
Aggiornato 20:30
Finte vaccinazioni

Vaccinava per finta e buttava via le fiale. Richiamati 500 pazienti

Infermiera denunciata dai colleghi insospettiti perché i bambini sottoposti a vaccinazione non piangevano per le iniezioni. Si scopre che la donna non vaccinava e buttava via le fiale. Richiamati almeno 500 pazienti

Finte vaccinazioni all'Asl 2 di Treviso (© andras_csontos | shutterstock.com)

TREVISO – Bufera all’Asl 2 di Treviso per il caso di un’infermiera che fingeva di vaccinare i bambini (e anche adulti). Anziché fare le iniezioni, buttava via le fiale. L’indagine scattata dopo che i colleghi insospettiti dal fatto che i bambini non piangevano durante la presunta iniezione. L’Asl ha poi dovuto richiamare circa 500 pazienti affinché ricevessero finalmente le vaccinazioni che erano state loro negate.

Diversi mesi di finte vaccinazioni
Secondo quanto appurato al momento, le finte vaccinazioni sono durate da febbraio a giugno dello scorso anno. Le indagini, condotte dai Carabinieri Nas e dalla Procura di Treviso avevano a suo tempo portato a una prima archiviazione del caso, mentre l’infermiera era stata oggetto di un procedimento disciplinare. Tuttavia, ora, i magistrati stanno valutando se riaprire un fascicolo.

Cosa è accaduto
Alcuni operatori dell’Asl 2 di Treviso si rivolgono alla direzione dell’azienda sanitaria perché insospettiti dall’operare dell’infermiera entrata nell’organico da poco tempo a seguito di in concorso di mobilità. Questo accadeva nel giugno 2016. I colleghi avevano notato che i bambini sottoposti a vaccinazione non piangevano, come invece di solito facevano quando ricevevano l’iniezione. A seguito della segnalazione, l’azienda presenta una denuncia al comando dei Carabinieri Nas di Treviso. Durante il corso delle indagini e per via del vincolo al rispetto dell’obbligo del segreto istruttorio, l’azienda sanitaria non svolge alcuna azione nei confronti dell’infermiera – se non affidare altri incarichi che non fossero quello delle vaccinazioni.

La svolta
A marzo 2017, «in assenza di ulteriori elementi a carico», giunge la richiesta di archiviazione del procedimento da parte del Pubblico Ministero (PM), seguito dal decreto d’archiviazione da parte del Giudice delle Indagini Preliminari (GIP). Non essendo più vincolata dagli obblighi per il procedimento penale, l’azienda sanitaria di Treviso dà il via a una serie di valutazioni sierologiche. In seguito agli accertamenti, il 10 aprile 2017 la Direzione del Dipartimento di Prevenzione giunge alla conclusione che vi sono elementi sufficienti per ritenere l’assistente sanitaria ‘rea’ di non aver eseguito tutte le vaccinazioni come avrebbe dovuto. Dopo di che, il caso viene segnalato alla Procura della Repubblica e al proprio Ufficio Provvedimenti Disciplinari.

Una grave violazione
Quanto emerso dalle indagini e dagli accertamenti ha portato la Direzione sanitaria a ritenere che si siano configurate sia una grave violazione dei doveri professionali che degli obblighi assistenziali. Per questo motivo il Dipartimento di Prevenzione ha ricontattato tutti i cittadini (adulti e bambini) interessati dalla mancata applicazione delle procedure vaccinali, che sarebbero circa 500. Per tenere fede a quelle che sono le indicazioni nazionali e internazionali sono state organizzate delle giornate vaccinali straordinarie e mirate che si terranno nei giorni 24 e 28 aprile, 2 e 6 maggio. Si intende così offrire la possibilità di completare correttamente la procedura, ripetendo la vaccinazione se non vi è la certezza che sia stata eseguita correttamente.