30 maggio 2017
Aggiornato 01:00
Alimentazione e salute

Il glutine fa bene al cuore, il gluten-free può danneggiarlo

Eliminare o ridurre il glutine dalla dieta se non si è celiaci è pericoloso anche per il cuore, avvertono gli scienziati. Uno studio di Harvard mostra come il glutine sia associato a un minore rischio di malattie coronariche

Attenzione a escludere il glutine dalla dieta senza motivo (© pada smith | shutterstock.com)

STATI UNITI – Segno della grande confusione che regna in materia glutine, sensibilità permanente e celiachia è l’enorme fatturato – cresciuto in maniera esponenziale – dei prodotti senza glutine o gluten-free, che non è giustificato dal numero di celiaci realmente diagnosticati. Dopo i numerosi avvertimenti degli esperti sul pericolo di escludere il glutine dalla dieta se non si è celiaci, un nuovo studio mostra che questa ‘demonizzata’ proteina in realtà protegge cuore e arterie dai danni e dalle malattie correlate.

Solo l’un percento
Come si spiega il mercato miliardario dei prodotti senza glutine se al mondo ci sono soltanto l’1% di persone con malattia celiaca? Non si spiega. O, meglio, si spiega unicamente nella cosiddetta ‘moda del gluten-free’ che ha portato molte persone a escludere il glutine dalla propria dieta senza reale motivo. Un’indagine condotta in Usa ha rivelato che il 30% degli adulti ha deciso da sé di seguire una dieta gluten-free.

Il glutine e il cuore
Il nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Harvard e pubblicato sul British Medical Journal (BMJ), mostra come il consumo di glutine sia associato a un minor rischio di malattie coronariche, cardiache e cardiovascolari. «La promozione di diete senza glutine tra le persone senza malattia celiaca non dovrebbe essere incoraggiata – affermano gli scienziati di Harvard nel loro studio – L’esclusione del glutine può determinare un minore consumo di cereali integrali benefici, che possono influenzare il rischio cardiovascolare».

Lo studio
La revisione sistematica ha analizzato le morti per malattie coronariche in un gruppo di 100mila persone, scoprendo che chi consumava cereali – specie se integrali – aveva meno probabilità di morire per una malattia cardiaca o correlata. Se dunque il glutine può far male a chi è celiaco, non lo fa a chi non lo è. Anzi. Semmai possono essere i cereali raffinati a far aumentare il rischio di malattie metaboliche o cardiovascolari, tenuto anche conto che le farine raffinate sono ad alto Indice Glicemico (IG). I cereali integrali e la fibra, ricordano i ricercatori, possono migliorare i livelli di colesterolo nel sangue, ridurre il rischio di malattie cardiache, ictus, obesità e diabete di tipo 2. Infine, le farine utilizzate per i prodotti senza glutine (anch’esse spesso ad alto IG), gli additivi e tutti gli altri ingredienti che possono essere poco sani rendono questi cibi poco salutari per chi non ne ha necessità.