30 maggio 2017
Aggiornato 00:30
Pericolo infezioni

Dengue, aumentano i casi in Italia

Il Ministero della Salute fa sapere che nei primi mesi del 2017 si è assistito a un aumento dei casi di Dengue, il virus sarebbe stato portato in Italia da viaggiatori occasionali e persone residenti nei Paesi dove la malattia è endemica

Le zanzare portano anche la Dengue (© khlungcenter | shutterstock.com)

ROMA – Certo non bastavano le preoccupazioni per virus come Zika o altre malattie come la Leishmaniosi, ora ci voleva anche la Dengue. Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute, infatti, già nei primi mesi del 2017 si è assistito a un aumento dei casi importati di Dengue rispetto al 2016.

Un cospicuo aumento dei casi
Il Ministero della Salute, nella sua nota, fa sapere che dal 1° gennaio al 3 aprile 2017 sono stati notificati 25 casi di Dengue, che sono già ben la metà di quelli segnalati nel corso di tutto il 2016. L’infezione da Dengue, i tutti i casi segnalati, si è manifestata in viaggiatori italiani di ritorno da Paesi dove è presente il virus e in persone residenti in questi Paesi che sono venute in Italia. La dengue è una malattia endemica (radicata) in almeno 100 Paesi di Asia, Pacifico, Americhe, Africa e Caraibi. A oggi, circa 2,5 miliardi di persone, pari al 40% della popolazione mondiale, si ritiene vivano in aree a rischio di trasmissione di Dengue. Con l’aumento dei viaggiatori e dei migranti in ogni nazione, tuttavia, i casi sono probabilmente destinati ad aumentare.

Il virus e la malattia
Il virus della dengue, riporta il Ministero della Salute, al pari di Zika è trasmesso dalla puntura di zanzare. Esistono quattro sierotipi virali (DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4). La malattia è denominata anche febbre ‘rompi-ossa’, per via dei dolori che provoca. Colpisce indistintamente neonati, bambini e adulti e può essere letale.

(© jehsomwang | shutterstock.com)

I sintomi
I sintomi più rilevanti sono simili a quelli di una forma influenzale, con febbre che può essere sia lieve che molto alta, a seconda dei casi. La manifestazione di questi dura in media da un minimo di 2 a circa 7 giorni. L’esordio si accompagna spesso a forte mal di testa, dolore dietro agli occhi, dolori muscolari e articolari, rush cutaneo. Sebbene l’eventuale guarigione fornisca l’immunità permanente contro il particolare sierotipo da cui si è stati infettati, questo non protegge da un’eventuale successiva infezione da parte degli altri tre sierotipi. È pertanto possibile la reinfezione, sottolinea il Ministero della Salute.

Cosa fare per proteggersi
Proteggersi, allo stato attuale, è possibile soltanto limitatamente poiché contro la Dengue non è registrato alcun vaccino in Italia, riporta il Ministero della Salute. È importante invece – prosegue la nota – che le persone che intendono recarsi in Paesi infetti applichino le misure di prevenzione personale:

  • informarsi prima di partire sulla situazione epidemiologica del paese in cui ci si intende recare
  • utilizzare un abbigliamento che minimizzi l’esposizione della pelle alle punture di zanzare
  • applicare repellenti sulla pelle esposta o sull’abbigliamento. L’uso di repellenti deve essere strettamente conforme alle istruzioni riportate in etichetta
  • utilizzare zanzariere trattate con insetticida sia di notte che quando si riposa durante il giorno
  • utilizzare prodotti insetticidi spray, antizanzare o altri vaporizzatori insetticidi negli ambienti interni della casa. Anche dispositivi, quali zanzariere a porte e finestre e condizionatori d’aria possono ridurre le punture
  • conoscere i sintomi che possono essere causati dalla dengue
  • rivolgersi a un medico in caso di insorgenza di sintomi compatibili con la dengue durante il viaggio o al ritorno a casa essendosi recati in aree a rischio di trasmissione della dengue e menzionare il viaggio che si è appena effettuato.

Queste misure sono utili anche contro altre infezioni trasmesse da zanzare, come Chikungunya e Zika, che hanno una distribuzione geografica in gran parte sovrapponibile.
Per approfondire pagina Dengue nel sito ECDC.