30 maggio 2017
Aggiornato 01:00
Sanità

Vaccini e obbligo: le reazioni. Moige e Codacons annunciano battaglia

Il Moige difinisce il decreto della Lorenzin «dirigista e statalista». Il Codacons, da parte sua, si dice pronto a ricorrere alla Corte Europea. Più cauti dal Miur. Ecco tutte le reazioni all’obbligo di vaccinazione e la scuola

Molte le reazioni alla proposta di obbligo di vaccinazione per accedere alla scuola (© Evgeny Atamanenko | shutterstock.com)

ROMA – Il decreto di obbligatorietà di vaccinazione per l’acceso a scuola presentato da Lorenzin ha scatenato non poche polemiche e reazioni. Da una parte il Movimento Italiano Genitori (Moige) e il Codacons annunciano battaglia; dall’altra il Miur (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca) ci va cauto, ma chiede chiarezza.

La reazione del Moige
È senza mezzi termini la reazione del Moige, che definisce il decreto Lorenzin «dirigista e statalista». Secondo il Movimento Italiano Genitori, questo decreto penalizza anche i minori immigrati. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, secondo il Moige, «nonostante il fallimento delle politiche vaccinali degli ultimi anni, non comprende che queste vanno ripensate, con le famiglie, sino a oggi inascoltate, alla luce di nuovi contesti sociali e culturali, facendo riferimento alla maggiore necessità informativa dei genitori». Ecco perché «Il problema della scarsa copertura, non si risolve con le illiberali ‘coercizioni di uno Stato sanitario’, né con la censura di chi attua scelte sanitarie differenti, ma piuttosto con il confronto aperto con le famiglie che devono decidere liberamente su come, dove e quando compiere le vaccinazioni, che rimangono un atto sanitario libero, come garantisce la costituzione – prosegue la nota del Moige – L’obbligatorietà vaccinale per entrare a scuola, rappresenta una strada contraria ai principi costituzionali. Piuttosto avvia una caccia all’untore specie verso i minori immigrati che non hanno memoria documentale vaccinale, sia verso i minori non vaccinabili per vari motivi, aumentando il rischio della discriminazione tra pari».

Il Codacons annuncia battaglia
A non aver digerito la notizia dell’obbligatorietà della vaccinazione per entrare a scuola è anche il Codacons. L’associazione dei consumatori fa sapere che qualsiasi legge nazionale che introdurrà in Italia l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola dell’obbligo sarà impugnata in sede comunitaria, fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. «Impedire l’accesso di bambini e ragazzi ad asili e scuole è assolutamente illegale – dichiara il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – perché viola un diritto costituzionale fondamentale come quello dell’istruzione, e qualsiasi norma che va in questa direzione è destinata a cadere. Introdurre l’obbligo della vaccinazione come requisito per l’accesso alle scuole senza prima mettere a disposizione delle famiglie i vaccini obbligatori in forma singola, rappresenta una violenza che sarà portata dinanzi la Corte Europea dei diritti dell’uomo». «Ancora una volta – prosegue Rienzi – ribadiamo l’importanza delle vaccinazioni, ma a essere sbagliato è il metodo coercitivo individuato dal Ministro, che se applicato porterà a ripercussioni negative sul fronte delle iscrizioni ad asili e scuole, perché molti genitori, non volendo somministrare l’esavalente fornito dalle Asl, sceglieranno di non iscrivere i figli alla scuola dell’obbligo».

Più cauti dal Miur
Secondo il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, l’obbligo di vaccinazione non deve andare contro il diritto all’istruzione. Il concetto è stato ribadito durante un incontro tra il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, e Beatrice Lorenzin tenutosi il 7 febbraio 2017. Durante l’incontro, Fedeli si è espressa per la tutela dell’infanzia, garantendo l’obbligatorietà delle vaccinazioni. Tuttavia ha anche sottolineato che è necessario trovare il modo di garantire al contempo anche il diritto costituzionale all’istruzione.