24 maggio 2017
Aggiornato 21:30
Esami del sangue

Pepsinogeno cos’è, i valori alti e bassi di PGI e PGII

Cos’è il pepsinogeno e come interpretare i valori ematici. Il rischio gastrite, atrofia e cancro correlati ai livelli di pepsinogeno

pepsinogeno (© CA-SSIS | Shutterstock)

Tra i vari valori che vengono presi in considerazione allo scopo di valutare eventuali anomalie gastrointestinali, vi è il pepsinogeno. Si tratta di test che viene eseguito tramite prelievo venoso e che spesso serve a indicare il rischio gastrite.

Cos’è il pepsinogeno
Si chiama pepsinogeno la forma ancora inattiva dell’enzima pepsina. Quest’ultima secreta dalle cellule peptiche zimogeniche che si trovano all’interno dello stomaco. Per essere reso attivo (come pepsina), il pepsinogeno deve essere elaborato dall’acido cloridrico, che tutti sappiamo risiedere nella mucosa gastrica. Una volta avvenuta la trasformazione è in grado di scindere le proteine in catene di amminoacidi. In pratica, una volta trasformato il pepsinogeno in pepsina, viene prodotta un’ulteriore pepsina che permette la digestione di alti livelli di proteine (circa mille volte il suo peso in una sola ora). È da sottolineare, tuttavia, che in caso di acidità scarsa – ovvero quando il pH dello stomaco sale a 3,5 – la digestione delle proteine è rallentata. A pH 5 poi è totalmente bloccata.

Più tipi di pepsinogeno
Generalmente, durante l’esame del sangue vengono presi in considerazione più tipi di pepsinogeno: il pepsinogeno di gruppo uno – PGA o PG I – e il pepsinogeno di gruppo II (PG C o PG II).

Il ruolo della pepsina nella digestione delle proteine

Il ruolo della pepsina nella digestione delle proteine (© Joshya | Shuterstock)

Pepsinogeno I (PGI) quando è alto o basso
Attraverso il prelievo ematico è possibile rilevare i livelli di pepsinogeno I, direttamente correlati sia con la struttura che con la fisiologia della mucosa gastrica. Quest’ultima, spesso atrofizzata a causa di patologie autoimmuni o infezioni batteriche come l’Helicobacter Pylori. In questi casi i livelli di pepsinogeno scendono e si assiste a una riduzione di acidità e acido cloridrico. Se invece c’è solo infiammazione senza essere presente atrofia, le concentrazioni ematiche di pepsinogeno I aumentano.

-          I valori normali di pepsinogeno II: 30μg/l

Pepsinogeno II (PGII), valori alti o bassi
Il pepsinogeno II è direttamente correlato con la funzionalità dell’intero stomaco. Qualora sia presente infiammazione causata da infezioni batteriche (Helicobater pylori), virali, parassitosi o abuso di acolici, i valori di PG II aumentano in maniera direttamente proporzionale all’entità del problema.

-          I valori normali di pepsinogeno II: 15μg/l

Il rapporto tra pepsinogeno I e II
Altro elemento da prendere in considerazione è il rapporto che esiste tra PGI e PGII, questo valuta l’eventuale atrofia del corpo gastrico. In tal caso il rapporto è inferiore a 3. Questi risultati sono possibili grazie a un test innovativo e particolarmente valido denominato GastroPanel. Tale test è utile per avere un quadro completo sulla salute dello stomaco (infiammazioni, acloridria, atrofia) e vengono presi in considerazione ben quattro marcatori biologici: pepsinogeno I (PGI), pepsinogeno II (PGII), gastrina-17b (G17b) e anticorpi anti Helicobacter Pylori.

-          Sapevi che…?
La pepsina è stata scoperta per la prima volta intorno al 1820, durante alcuni studi sulla digestione gastrica. In tal periodo si è scoperto che tale sostanza, in presenza di acidità gastrica, provoca lo scioglimento degli agenti nutritivi contenuti in alcuni alimenti come la carne o il bianco d’uovo. C’era tuttavia molta incertezza sulla natura della pepsina. Per alcuni era una proteina; per altri no. Il dubbio fu chiarito solo nel 1930: la pepsina è una proteina vera e propria.

L’importanza dell’acido cloridrico
Come visto, la secrezione di acido cloridrico è fondamentale affinché la pepsina svolga la sua naturale azione di proteasi, scindendo le proteine. Va sottolineato che l’acido cloridrico viene regolato grazie alla presenza di gastrina. D’altra parte anche un’iperproduzione di acido cloridrico può portare a danni della muscosa gastrica. Nei casi più gravi, infatti, possono formarsi ulcere peptiche fino al tanto temuto cancro gastrico. L’acloridria può anche portare a un pericoloso malassorbimento di vitamine (in particolare la B12), Sali minerali (ferro, calcio, zinco e magnesio). Tutto ciò può essere anche causato dai farmaci inibitori dell’acidità gastrica. Quindi, riassumendo, il giusto livello di acidità dello stomaco è fondamentale per mantenere un livello di salute ottimale e assorbire gli elementi nutrizionali contenuti nei cibi.

Altri metodi per valutare i livelli di pepsinogeno
Il pepsinogeno può essere rilevato anche attraverso un prelievo del succo gastrico, di urine o attraverso una biopsia.

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