24 maggio 2017
Aggiornato 04:00
L’intervista al medico per Diario Salute TV

L’agopuntura funziona?

Il dottor Maurizio Lombardi, medico agopuntore FISA di Torino ci svela tutti i meccanismi di funzionamento dell’agopuntura.

Nonostante si tratti di una tecnica millenaria, c’è chi è ancora restio all’utilizzo dell’agopuntura. È difficile pensare che l’utilizzo di semplici aghi – senza l’associazione di farmaci – possa apportare beneficio al nostro organismo. Eppure il funzionamento è molto semplice ed è proprio la scienza ad aver fatto luce sul metodo di funzionamento di questa antichissima terapia naturale.

È tutta una questione di elettricità
Sulla nostra cute esistono dei punti che possiedono maggiore o minore resistenza elettrica. I punti di agopuntura hanno una bassa resistenza elettrica, che permette di far penetrare l’ago con facilità e agire a livello del sistema nervoso. «Il nostro liquido extracellulare ha una consistenza idrosalina, in questo modo si crea una sorta di polarità e movimento che permette il passaggio da polarità negativa a polarità positiva», spiega il dottor Maurizio Lombardi, medico agopuntore FISA di Torino.

Come è fatto un punto di agopuntura?
«Sulla superficie cutanea, esiste un vero e proprio pozzo elettrico nel quale noi agopuntori infiggiamo l’ago. L’ago è una sorta di bipolo elettrico perché è costituito generalmente da due metalli: il manico è in rame e il corpo in acciaio. Tutto ciò consente di creare una sorta di circuito elettrico tra manico e corpo dell’ago una sorta di gradiente di temperatura tra l’esterno del corpo e l’interno», continua il dottor Lombardi.

L’agopuntura sfrutta la polarità dell’organismo
L’organismo umano, essendo costituito in gran parte di acqua funge da conduttore «L’agopuntura sfrutta il fatto che esiste una polarità dell’ago sia di tipo termico che elettrico. L’ago viene manipolato attraverso il cosiddetto twirling o picchettamento a seconda dell’effetto che si vuole ottenere».

Dall’ago alla secrezione di preziose sostanze
«La manipolazione crea una sorta di depolarizzazione di membrana – continua Lombardi – Tutto ciò permette la produzione di microcorrente elettrica che arriva attraverso delle afferenze nervose al midollo spinale. Dal midollo spinale, poi, arriva al sistema nervoso centrale il quale riesce a secernere delle sostanze vasoattive responsabili dell’effetto terapeutico dell’agopuntura». A seconda del tipo di sostanza secreta si possono ottenere diversi effetti come quello antinfiammatorio e antidolorifico.